Consorzio di bonifica Protesta contro i rialzi
Gli agricoltori contestano le rette salite del 40%. E l’acqua per irrigare scarseggia Sit-in con gli esponenti del centrodestra: «Troppi sprechi e noi dobbiamo pagare»
CHIETI. I servizi scarseggiano, ma i canoni aumentano. Scoppia la protesta al consorzio di bonifica Centro, dove ieri mattina si sono radunati amministratori pubblici e contadini per dire no all’aumento del 40% del canone consortile sancito dal commissario Luciana Di Pierdomenico.
Marino D’Intino, contadino di Loreto Aprutino, tre anni fa pagava circa 100 euro ad ettaro, ora ne paga quasi 250.
«Si devono vergognare», sbotta Zopito Colangelo, un altro agricoltore di Loreto, «quello che ci chiedono è un affitto sul nostro terreno. Senza neanche assicurarci un servizio decente».
«A causa di una serie di rotture, io fino ad ora non ho ancora ricevuto l’irrigazione», aggiunge Giovanni Pierdomenico, «rotture che non vengono mai riparate in tempo. Perché non hanno né uomini né tanto meno pezzi di ricambio. Mi chiedo a cosa servono i soldi dei canoni consortili. Solo a pagare gli stipendi dei funzionari?»
«Ho segnalato una rottura l’anno scorso», ha testimoniato Fabrizio Evangelista, «mi hanno detto che l’avrebbero riparata durante l’inverno. Ma la stagione è passata e non si è visto nessuno. Non è bello vedere l’acqua che va sprecata quando per i nostri campi non ce n’è. Siamo stufi. Prima il servizio e solo dopo parliamo di aumenti».
Ad animare la protesta sono stati i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri. I due ieri mattina hanno radunato agricoltori e amministratori locali davanti al consorzio. Una delegazione si è poi recata all’interno per parlare con i vertici. Erano presenti, tra gli altri, l’assessore comunale di Chieti Mario Colantonio, i consiglieri di Chieti Emiliano Vitale e Maurizio Costa, il sindaco di Pianella Sandro Marinelli, i vice sindaco di San Giovanni Teatino e di Cepagatti, Giorgio Di Clemente e Domenico Di Meo e il rappresentante dei giovani di FI Pierpaolo Toto.
«Giovedì prossimo in sede di consiglio regionale presenteremo una risoluzione urgente per bloccare gli aumenti chiedendo che venga istituito un fondo, magari di rotazione, a beneficio dell’ente per sostenere e rilanciare le sue attività», hanno detto Febbo e Sospiri al termine dell’incontro. «Le imprese agricole sono esauste e con questi sconsiderati aumenti vengono ulteriormente danneggiate. Abbiamo la diga di Penne, esclusa da Masterplan, insabbiata e con poca acqua e chiediamo che venga immediatamente data una risposta concreta e seria a un territorio importante e strategico per il settore primario ricompreso tra le aree agricole di Pescara, Chieti, Alento e val di Foro. È del tutto evidente», continuano Febbo e Sospiri, «come il governo regionale debba dare da subito segnali positivi attraverso risorse economiche sicuramente reperibili e sopportabili per il bilancio regionale».
«Il consorzio di bonifica», ha aggiunto l’assessore Colantonio, «non può essere considerato come una tassa senza servizi. Non si può pescare i soldi dalle tasche di chi lavora la terra per mantenere un carrozzone di oltre 100 dipendenti».
Febbo e Sospiri hanno infine ricordato come, a seguito degli aumenti del 57% dei canoni idrici al consorzio di bonifica Sud a Vasto, il presidente Luciano D’Alfonso abbia deciso di concedere un contributo di 500 mila euro per calmierare gli aumenti. Si chiede lo stesso tipo intervento anche per il consorzio di bonifica Centro.
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