Consorzio di bonifica, scoppia la polemica

30 Ottobre 2021

La Uil attacca: «Vanno revocate le funzioni di direttore a Tenaglia: troppi incarichi affidati all’esterno»

CHIETI. Stato di agitazione del personale al Consorzio di bonifica Centro e richiesta di revocare al direttore Stefano Tenaglia le funzioni di direttore generale. L’attacco arriva dal sindacato Filbi-Uil, che esprime preoccupazione per il futuro dell’organismo commissariato da tempo.
Il commissariamento dura da 5 anni, ricorda il segretario provinciale Filbi-Uil Moreno D’Anastasio, si sono avvicendati ben 4 commissari, fino all’attuale Mario Battaglia. Il loro compito era, dice D’Anastasio, «la razionalizzazione, l’economicità e la trasparenza delle funzioni in modo da poter svolgere le elezioni per riconsegnare ai consorziati l’amministrazione diretta del consorzio». E invece il commissariamento è andato avanti, con effetti che il sindacato non esita a criticare: «Sono state adottate», dice, «decine e decine di delibere per affidare all’esterno incarichi professionali che potevano essere svolti direttamente dai dipendenti consortili. Sono stati sperperati milioni di euro per ricorrere a fantasiose creazioni di società che alla fine si sono appropriate dei beni consortili, anche se sotto forma di gestione delle strutture. Hanno creato sul nostro territorio un centro di depurazione che tratterà rifiuti speciali e rifiuti tossico nocivi. Hanno aumentato i contributi dei consorziati di almeno il 40% senza dare alcun servizio e senza migliorare quello esistente. E come se non bastasse la direzione ha deliberato di aumentare di nuovo dal 2021 i contributi sulle concessioni e sull’irriguo».
Il risultato è che un allaccio idrico permanente agricolo che nel 2020 veniva a costare 88 euro ora ne costa 150. Ma ci sono problemi anche per i dipendenti: «Non ancora vengono pagati straordinari e reperibilità dallo scorso mese di giugno. Per questo da novembre i lavoratori non faranno né straordinari né reperibilità».
La motivazione per cui i dipendenti non vengono pagati è che non c’è liquidità, ma il consorzio, sottolinea il sindacato, è creditore da anni sia del Comune che dell’Aca. «In compenso», attacca D’Anastasio, «i commissari del consorzio hanno percepito compensi per oltre 100mila euro l’anno».
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