Consorzio rifiuti, il pm: condannate l’ex cda

Le richieste della procura per il consiglio di amministrazione che non si ridusse le indennità
LANCIANO. Per la Procura l’ex presidente del consorzio smaltimento rifiuti, oggi Ecolan Riccardo La Morgia, l’ex vicepresidente Nicola Di Toro, e degli ex componenti del Cda, Luigi Toppeta, Camillo Di Giuseppe e Nicola Carulli e l’ex legale della società Giacomo Nicolucci sono colpevoli del reato di abuso d’ufficio continuato in concorso per la mancata riduzione delle indennità del 50%, per il fatto che, seppur decaduti per scadenza di mandato nel giugno 2009, sono rimasti in carica fino al 15 ottobre 2009 senza convocare l’assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche e per la nomina di supervisore pro tempore dell’ente di Nicolucci. Il procuratore capo Francesco Menditto nell’udienza di ieri ha chiesto per i 6 imputati la condanna. Per La Morgia, Di Toro, Toppeta e Carulli ha chiesto due anni e un mese di reclusione. Per Camillo Di Giuseppe, che si dimise dal cda nel luglio 2009, un anno e 7 mesi e per Giacomo Nicolucci, che non avrebbe potuto svolgere l’incarico di supervisore per Menditto, un anno e un mese di reclusione. Richieste di condanna e accuse quelle della Procura che, nel ravvisare la violazione dello statuto consortile nello stabilire i compensi, nella mancata riduzione delle indennità del 50%come previsto dalla finanziaria del 2008, nella permanenza in carica per 4 mesi seppur decaduti, avrebbe scovato degli ingiusti profitti da parte degli imputati dell’ex cda. Nello specifico in ordine alla mancata riduzione dei compensi di circa 140 mila euro tra il 2008 e 2009, e per il fatto di essere rimasti in carica per 4 mesi di altri 178 mila euro, ad eccezione di Camillo Di Giuseppe.
Accuse queste respinte dall’ex presidente la Morgia che in udienza ieri ha reso dichiarazioni spontanee, ricostruendo la storia del consorzio dal suo arrivo nel 2003 e dai legali degli imputati che hanno ricordato che per la riduzione dei compensi la finanziaria 2008 rimandava per l'applicazione a un decreto ministeriale che non è mai stato promulgato. Il 15 aprile ci sarà la sentenza da parte del collegio presieduto dal giudice Francesco Marino, con a latere il giudice Giovanni Nappi e il giudice onorario Stefania Cantelmi, a chiudere la vicenda e a stabilire se c’è stato o meno un abuso di ufficio. (t.d.r.)
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