Contagiata in paese Figlia in quarantena a Lama dei Peligni

TORRICELLA PELIGNA. Primo caso di una residente positiva al coronavirus a Torricella Peligna. Ieri, il sindaco Carmine Ficca, ha annunciato il caso ai cittadini, come appena 24 ore prima aveva fatto...
TORRICELLA PELIGNA. Primo caso di una residente positiva al coronavirus a Torricella Peligna. Ieri, il sindaco Carmine Ficca, ha annunciato il caso ai cittadini, come appena 24 ore prima aveva fatto il collega di Paglieta, Ernesto Graziani. Ma, a differenza di Paglieta e degli ultimi casi di persone colpite da coronavirus nel Lancianese, questa volta non si tratta di un’anziana, né di una paziente collegata all’epidemia scoppiata nell’ortopedia dell’ospedale Renzetti. Qui sono stati 9 i pazienti positivi al coronavirus residenti anche di altri comuni frentani, mentre tre quelli negativi.
«La Asl mi ha comunicato un caso positivo di Covid-19 nel territorio comunale di Torricella Peligna», racconta il sindaco Ficca rivolgendosi anche ai cittadini, «e sono state già attivate tutte le misure di contenimento del contagio». Tra queste l’isolamento della famiglia della donna che non è in terapia intensiva. In particolare la figlia è stata posta in quarantena dalla Asl ma a Lama dei Peligni, dove risiede. Qui il sindaco Andrea Di Fabrizio ha voluto rassicurare la comunità lamese sul fatto che non ci sono problemi nel suo Comune anche se la donna ha avuto contatti in paese, ma diversi giorni fa. Una forma di precauzione del primo cittadino che ha consigliato, a chi avesse dubbi, oltre ad un isolamento volontario, a contattare la pediatra del paese. Sia Ficca e sia Di Fabrizio, poi, hanno esortato i propri cittadini a restare a casa. «Rimaniamo a casa», aggiunge Ficca, «adesso è il momento di restare uniti e calmi. Ognuno di noi è fondamentale per affrontare questa emergenza». Nel frattempo la Asl sta tracciando gli spostamenti e i contatti della donna di Torricella nei 14 giorni precedenti il tampone come sta facendo anche per gli ultimi casi registrati in zona, quello della 86enne di Paglieta, della donna di 77 anni e di un uomo di 83 anni lancianesi. Questi ultimi sono casi legati all’epidemia registrata nell’Ortopedia dell’ospedale Renzetti dove il personale continua a vivere l’agonia della carenza dei dispositivi di sicurezza, che c’è in realtà in tutta l’azienda Asl.
Ieri, in alcuni reparti le mascherine sembravano finalmente arrivate, ma una volta aperta la busta il personale si è ritrovato con una serie di strisce di panno con due fori per le orecchie. «Pensavano fosse uno scherzo di pessimo gusto», dicono alcuni infermieri, «invece quelle erano le mascherine inviate dalla farmacia del presidio ed erano pure contate».
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