Contagiati in 14 nella Rsa di San Salvo

Dopo il caso di un’anziana positiva, scattano i tamponi per 104 persone tra ospiti e operatori della struttura San Vitale
SAN SALVO. Il temuto effetto domino si è verificato: dopo Vasto, che ha raggiunto quota 105 positivi, picco di contagi Covid a San Salvo. Quattordici ospiti della residenza per anziani San Vitale in cui viveva l’81enne vastese deceduta giovedì a causa del Covid sono risultati positivi. A confermare la notizia è la stessa Asl. Nella Rsa, tra operatori e ospiti, ci sono 107 persone: sono state tutte sottoposte al test. «L’indagine epidemiologica», spiega la Asl, «è scattata dopo il decesso dell’anziana che era stata ricoverata in Ortopedia, all’ospedale San Pio di Vasto, a causa di un trauma. Come da prassi, il caso è stato preso in carico dal Dipartimento di Prevenzione, diretto da Giuseppe Torzi, che ha disposto l’esecuzione di tamponi per ospiti e personale della struttura. Sono risultati positivi sei operatori e otto pazienti, che non manifestano sintomi e sono stati isolati, rispettivamente nel proprio domicilio e nella stessa struttura. Intanto è stato richiesto anche un secondo tampone di controllo per tutti, al fine di accertare eventuali positività che non si erano manifestate nella prima tornata». Dall’indagine epidemiologica in corso è emerso che il contagio potrebbe avere avuto origine da un contesto conviviale, esattamente come accaduto ai genitori di un bimbo iscritto in un asilo privato risultati poi positivi. Per questo motivo il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, chiede a tutti comportamenti responsabili: «In questo momento è necessario rinunciare a cene e feste che, sempre più spesso, sono all’origine dei nuovi focolai. È un piccolo sacrificio a cui siamo chiamati tutti, per evitarne altri di diversa portata». Il caso di San Salvo ha riportato in primo piano il rischio di contagio nelle Rsa e, in generale, nelle strutture che accolgono le persone anziane. Anche nella prima fase della pandemia alcune Rsa erano divenute focolai. Al fine di contenere, nei limiti del possibile, la diffusione del virus nelle strutture comunitarie e tutelare la categoria degli anziani, particolarmente vulnerabile, Schael ha intensificato il programma di sorveglianza nelle strutture residenziali per anziani, affidandone il coordinamento ad Annabella Antonucci, responsabile dell’unità operativa “Valutazione appropriata delle prestazioni sanitarie”. Sarà effettuato uno nuovo screening nelle residenze. Intanto alla Denso aumenta la prevenzione e un impiegato, sposato con una donna risultata positiva al Covid, è stato mandato a casa. Tirano un sospiro di sollievo a Casalanguida, dove un partita amichevole di calcio ha rischiato di divenire un focolaio a causa della presenza fra i giocatori di un contagiato. «I tamponi sono stati tutti negativi», dice il sindaco Luca Conti.

