Contestati i controlli fatti sull’aria

Atessa. Nelli (Legambiente): ampliate il numero degli inquinanti da verificare
ATESSA. «Gli inquinanti rilevati dalla centralina Arta in Val di Sangro sono insufficienti: è necessario ampliarne il numero così come il nuovo Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria, che prende in considerazione soprattutto le emissioni legate al traffico veicolare, deve urgentemente tener conto delle attività industriali in Val di Sangro». È quanto afferma Luzio Nelli di Legambiente dopo l’articolo del Centro di ieri che metteva in evidenza come la centralina fissa in Val di Sangro, con la più alta densità industriale in Abruzzo, rilevi biossido di azoto, ozono e biossido di zolfo, come invece avviene ad Ortona, Francavilla e Chieti. Gli inquinanti che la centralina rileva ad Atessa, così come riporta il sito dell’Arta, sono monossido di carbonio, polveri sottil e benzene. «Dove ci sono industrie metalmeccaniche con impianti di verniciatura, oltre a tutto il resto, è fondamentale che il monitoraggio», continua Nelli, «contempli la ricerca di solventi e componenti organico-volatili, inoltre per avere un quadro completo bisogna avere la micro-caratterizzazione delle polveri per ricercare in esse diossine, furani e ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e ciò serve per capire se l’inquinamento è derivante dal traffico veicolare o industriale». Tutti elementi questi che potrebbero sì caratterizzare un attento e veritiero stato dell’aria (da non sottovalutare comunque è anche il sottosuolo con le falde acquifere) della Val di Sangro. «Per realizzare un monitoraggio completo», conclude Nelli «occorrono risorse e l’unico modo per ottenerle passa attraverso la realizzazione in Val di Sangro di un eco-distretto industriale, una economia decarbonizzata e circolare, fatta di ricerca e sviluppo, innovazione di processo e di prodotto che contribuirà alla riduzione degli impatti ambientali. I tanti giovani che oggi sono scesi in piazza per difendere l’ambiente hanno dato un segnale inequivocabile di cosa vogliono». (m.d.n.)

