Contestato il potenziamento del gasdotto

22 Febbraio 2018

Cupello. L’impianto Snam dalla zona Treste (Stogit) alla Puglia, nasce il coordinamento per il no

CUPELLO. «Un progetto di “rifacimento” del gasdotto esistente che in realtà nasconde un potenziamento della capacità di trasporto di gas per far diventare l’Abruzzo e l’Italia in generale un “Hub del gas” europeo per l’importazione/esportazione di metano». Lo sostiene il coordinamento “No hub del gas- Abruzzo” intervenendo sul progetto presentato da Snam per il gasdotto San Salvo (in realtà Cupello presso lo stoccaggio Treste della Stogit)- Biccari (Puglia), di 88 km.
L’altra notte sono scaduti i termini per la partecipazione del pubblico alla procedura di Valutazione di impatto ambientale. Stazione Ornitologica Abruzzese e Nuovo Senso Civico, che fanno parte del neonato coordinamento, hanno presentato le proprie osservazioni. Il gasdotto passerebbe da 50 cm di diametro a 65, e la pressione di esercizio da 64 bar a 75, con un notevole incremento della capacità di trasporto.
Le province interessate sono quelle di Chieti, Campobasso e Foggia con 20 comuni (Castelnuovo della Daunia, Rotello, Larino, Alberona, Pietramontecorvino, San Giuliano di Puglia, Montorio nei Frentani, Mafalda, Lentella, Casalvecchio di Puglia, Santa Croce di Magliano, Montecilfone, Lucera, Ururi, Cupello, Biccari, Palata, Volturino, Guglionesi, Montenero di Bisaccia).
Di recente il ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole allo stoccaggio in sovra-pressione del gas all'impianto Treste della Stogit per immagazzinare centinaia di milioni di metri cubi standard di gas in più aumentandone la capacità complessiva. Il tutto in un contesto di forte decremento del consumo di gas rispetto al picco del 2005.
Nella documentazione, tra le righe, dopo pagina e pagine sui consumi di gas in Italia, SNAM ammette che l'intervento faciliterà il transito del metano nel paese ai fini dell'import/export.
Il gasdotto in questione per il 30% del suo percorso si distaccherà dal tracciato originario. Attraverserà 8 Siti di interesse comunitario, due Bird areas, per il 23,1% correrà nelle fasce di rispetto dei fiumi e per il 27,9% in aree sottoposte a vincolo idrogeologico. È prevista una movimentazione di terra con scavi e reinterri per 1.068.294 mc per la posa del nuovo gasdotto e 622.759 mc per la rimozione della vecchia linea.
Nelle osservazioni si contestano 8 punti. Tra questi la «denominazione fuorviante del progetto come mero rifacimento e non come potenziamento/ampliamento e, quindi, incoerenza degli aspetti programmatici in relazione alla diminuzione dell’uso del gas in Italia»; la «mancanza della Valutazione ambientale strategica della rete nazionale dei gasdotti e del Piano di sviluppo Snam»; il «rischio sismico, in quanto negli elaborati si arriva ad ammettere che il calcolo ingegneristico sugli effetti dei sismi sono stati fatti senza tener conto dell'eventuale presenza di faglie superficiali attive».