Conti correnti svuotati: sei truffati in due giorni

Il maxi raggiro sul web: spariti 12mila euro, scattano le indagini della polizia Soldi rubati attraverso mail, telefonate e sms da parte di finti impiegati di banca
CHIETI. Dodicimila euro spariti in due giorni dai conti in banca di sei teatini. La polizia lancia l’allarme su una maxi truffa online in un periodo – quello dell’emergenza coronavirus – in cui gli acquisti su internet sono schizzati alle stelle: un vortice di finte telefonate, mail e sms sta ingannando i clienti di un noto istituto di credito italiano. Ecco perché l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Chieti, diretto dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico, ha deciso di mettere in guardia i cittadini: adesso è caccia aperta ai criminali informatici che, attraverso una serie di semplici mosse, riescono a prelevare migliaia di euro. È quasi certo che la regia sia unica: dietro il raggiro è molto probabile che si nasconda un’organizzazione ben strutturata.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Gli utenti ricevono mail o sms apparentemente inviati dall’istituto di credito, contenenti anche i loghi della banca, che – annunciando un blocco del conto corrente – invitano a cliccare su un link per riattivarne l’operatività. In realtà, il link porta a una pagina simile a quella della banca, anche in questo caso con tanto di loghi, ma completamente controllata dai malviventi, dove viene richiesto di inserire le credenziali di accesso al conto corrente. Significa che il cliente, digitando i dati, li consegna nelle mani dei criminali. Grazie ai nuovi sistemi di sicurezza, neppure queste informazioni bastano per arrivare al denaro: occorrono dei codici che arrivano per sms sul cellulare del titolare. Ecco perché i truffatori si spacciano per impiegati della banca e contattano il malcapitato attraverso VoIP, una tecnologia che permette di telefonare sfruttando internet e di fare apparire sul cellulare del destinatario un numero fittizio che può coincidere anche con quello della banca. L’obiettivo dei malviventi è arrivare al codice segreto appena inviato dal sistema con l’sms. Se l’utente cade nel tranello e comunica il pin, i pirati informatici sono in grado di configurare l’applicazione della banca sul proprio telefono e, di fatto, sostituirsi al vero cliente. In altre parole: possono fare bonifici e prelievi di denaro contante direttamente agli sportelli bancomat in modalità «cardless», ovvero senza usare la carta. Tanto per rendere l’idea, uno dei teatini raggirati – nel giro di poche ore – ha visto volatilizzarsi qualcosa come 2.800 euro.
La Polizia di Stato ricorda che «la banca non chiede mai codici d’accesso ai propri clienti. Non bisogna entrare su internet tramite link trasmessi via mail o sms: l’indirizzo web della banca va inserito direttamente nel browser».
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