Conti del Comune, è già polemica
Chieti, in consiglio arriva il bilancio di Di Primio. La maggioranza: lo voti la destra
CHIETI. Il nuovo consiglio comunale si trova oggi per la prima volta a fare i conti con i problemi finanziari dell’ente. Il secondo consiglio comunale dell’era Ferrara si riunisce questa mattina, in via telematica a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus, con un solo punto all’ordine del giorno: l’approvazione del rendiconto di esercizio 2019. È il bilancio della precedente giunta comunale e la nuova maggioranza non vorrebbe votarlo. Ma per legge non si può non votare il conto consuntivo. Perciò maggioranza e opposizione già polemizzano su chi deve votare il documento finanziario. «Ci troveremo a esaminare il rendiconto della gestione approvato dalla giunta di centrodestra», hanno detto i capigruppo di maggioranza, Filippo Di Giovanni, Alberta Giannini, Andrea Rondinini, Silvia Di Pasquale, Alberto Chiavaroli, Vincenzo Ginefra, Luca Amicone e Serena Pompilio, “sarebbe naturale che i consiglieri di minoranza, che all’epoca hanno adottato questo atto in giunta, votassero favorevolmente a quello che è il loro provvedimento». A sostenere la posizione dei capigruppo di maggioranza è arrivato anche il coordinatore di Articolo Uno, Giustino Zulli, «che auspica comunque un “comportamento responsabile da parte di tutti i consiglieri comunali». Ma dalle file della minoranza nessuno alla vigilia si è fatto avanti per dire che voterà a favore. A infuocare il clima pre-consiliare è stato anche il portavoce teatino di Sinistra Italiana, Michele Marino, che ha diffuso un dettagliato elenco di quelli che, a suo parere, sono i debiti maturati dal Comune. Elenco a dir poco preoccupante. Marino parla di 8 milioni di debiti con l’Aca, di 4 milioni e mezzo con la Deco, stessa cifra anche con la vecchia gestione dell’appalto dei rifiuti. Poi ci sono altri 500mila euro da dare all’Ato e i circa 4,7 milioni di euro non pagati a Chieti Solidale. Marino inserisce nella lista anche ulteriori 2 milioni di euro e mezzo se si dovesse arrivare al fallimento della Teateservizi, una ipotesi che per l’esponente di Si non è lontanissima. A carico del bilancio 2020 per Marino c’è anche il pagamento del debito pluriennale derivato dal riaccertamento dei residui passivi avvenuto nel 2015 (circa 900mila euro annui, che sarà posto a carico del bilancio per altri 20 anni), nonché parte del disavanzo del 2018 (circa 500mila euro). E infine ci sono i problemi del piano finanziario Tari che sconta un errore di circa 500.000 euro (certificato dagli stessi revisori ricorda Marino) che invece di essere recuperato quest’anno verrà recuperato l’anno prossimo.

