Contrade in fiamme, danni alle case

23 Agosto 2021

Ore di angoscia con 200 persone evacuate: distrutti venti ettari, in azione anche due Canadair per evitare la tragedia

LANCIANO. «In dieci minuti è bruciato tutto». Occhi rossi, gambe e braccia nere, il pensiero alle abitazioni che hanno dovuto abbandonare in balia delle fiamme. Sono ore drammatiche quelle vissute nelle contrade ad ovest di Lanciano, Sant’Amato, San Iorio, Madonna del Carmine, Spaccarelli, Costa di Chieti. Oltre 200 persone evacuate dalle case accerchiate dal fuoco che, partito la mattina a valle, prima di pranzo ha risalito il costone di Sant’Amato, la zona maggiormente colpita. Solo intorno alle 18 la situazione è andata migliorando, con i Canadair che per ore, di continuo, hanno scaricato acqua su vigneti, uliveti e terreni incolti. Scene di panico e disperazione, ma fortunatamente nessun ferito. Tanti, invece, i danni ad abitazioni, rimesse e attività produttive. Incerta al momento l'origine del rogo, ma i residenti sono convinti: «C’è la mano dell’uomo».
IL PRIMO FOCOLAIO «Alle 10.30 stavo lavorando qui al frantoio, quando una signora mi ha detto che aveva preso fuoco», racconta Nicola Staniscia, «sono tornato a casa e mi sono attrezzato. Siamo stati accerchiati dal fuoco, ho dovuto combattere per tenerlo lontano». Ad andare in fumo sono soprattutto terreni di ulivi. «Tanta fatica per niente», dice sconsolato Gianni, «fra un mese avremmo iniziato la raccolta delle olive. Il fuoco è arrivato a 10 metri dalle case, ci hanno fatto spostare le auto e hanno bagnato i terreni per evitare il peggio. Ma all’inizio c’era solo un elicottero». Anche i residenti, muniti di pompe e secchi, hanno dato una mano.
GIRA IL VENTO Verso le 13 il vento gira e il fuoco inizia a risalire il costone sotto Sant’Amato. In pochi minuti le fiamme si arrampicano fino alle abitazioni della contrada, nel frattempo evacuate da polizia e polizia municipale. Rabbioso e crepitando in modo sinistro, il fuoco divora tutta “la coste” in pochi minuti. Dalla sponda di fronte si distinguono abitazioni, rimesse, stalle, ingoiate dal rogo. I residenti si radunano vicino alla chiesa di Madonna del Carmine, qualcuno nella piazza di Badia di Frisa. Il Comune mette a disposizione il Palazzetto dello sport di via Rosato, ma nessuno vuole lasciare la zona. Viene aperto un nuovo punto di raccolta più vicino, nei locali della cantina sociale di Madonna del Carmine.
TENSIONE E UN ARRESTO Le fiamme intanto continuano a risalire il costone e attraversano la strada, aggredendo altre abitazioni. La polizia allontana i residenti e blocca l’accesso con il nastro bianco e rosso a chiunque non sia dei vigili del fuoco, presenti con una quarantina di uomini provenienti dal comando provinciale di Chieti e da tutti i distaccamenti della provincia, della Protezione civile, dei carabinieri e dei carabinieri forestale. Un 49enne, Domenico Crognale, prova a forzare lo sbarramento in moto, ma viene fermato dagli agenti, contro i quali reagisce colpendone uno con una testata che gli fa saltare un dente. Viene arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
CANADAIR E FOCOLAI Dal primo pomeriggio, inviati con il coordinamento della prefettura di Chieti, entrano in azione un Canadair arrivato da Ciampino e un elicottero antincendio Erikson di base a Preturo. Qualche ora più tardi anche un secondo Canadair. I piloti fanno la spola con la costa e ogni 5 minuti effettuano lanci sulla zona dell’incendio, molto estesa. Una prima stima parla di 20 ettari. Viene sospesa la fornitura di energia elettrica e chiuse alcune colonnine di gas per isolare le zone potenzialmente pericolose. Il fumo sprigionato dall’incendio per ore è visibile da decine di chilometri di distanza. Tanti curiosi si radunano alle Torri Montanare e in via Belvedere, con code di auto su via Spaventa. «Il problema è il vento forte che fa partire a macchia di leopardo fuochi che, poi, sono indomabili se non si interviene subito», dice il sindaco Mario Pupillo, che ha raggiunto subito la zona, «ho visto scene di panico, comprensibili perché c’è chi ha lasciato a casa genitori anziani, persone disabili, bambini, anche i cani. C’è tanta solidarietà, tutti impegnati a spegnere il minimo focolaio con qualsiasi cosa. E il dispiegamento di forze è stato notevole».
LA CONTA DEI DANNI Solo intorno alle 18 la situazione va migliorando, ma i mezzi aerei non interrompono i lanci. I danni sono ingenti, ai terreni coltivati e al verde, ma anche diverse abitazioni sono state danneggiate. Il fuoco ha bruciato tetti, garage, rimesse di legna, auto e mezzi da lavoro. «Nessuno vuole lasciare le abitazioni», spiega a sera il sindaco Pupillo, «qualcuno al massimo si farà ospitare da parenti. Sono tornati luce e gas e piano piano anche l’acqua. Abbiamo detto alla Sasi di non sospendere la fornitura, ma i serbatoi si sono vuotati». Scende il buio, la conta dei danni è rinviata a questa mattina. Di notte restano vigili del fuoco e volontari a controllare che non si riaccendano focolai.