«Contrario al nuovo ospedale Sì alla fusione Chieti-Pescara»

4 Giugno 2016

CHIETI. Anche il consigliere regionale Mario Olivieri boccia il nuovo ospedale teatino. Per il consigliere, che è anche presidente della Commissione sanità e capolista della lista civica “Il Faro” a...

CHIETI. Anche il consigliere regionale Mario Olivieri boccia il nuovo ospedale teatino. Per il consigliere, che è anche presidente della Commissione sanità e capolista della lista civica “Il Faro” a Vasto, più che realizzare una nuova struttura ospedaliera occorrerebbe “riunire” il Santissima Annunziata di Chieti e il Santo Spirito di Pescara per ovviare al problema del cemento impoverito di due interi corpi di fabbrica dell’ospedale teatino.

«Noi pensiamo che i due ospedali», dice Olivieri, «opportunamente riconvertiti in “ospedali riuniti Chieti – Pescara“, raggiungerebbero lo scopo di ottimizzare le risorse e di evitare la replicazione di unità operative mediche e di servizi amministrativi, presenti in due ospedali che distano poco più di dieci chilometri l’uno dall’altro. In tale modo si libererebbero anche i locali dell’ala dell’ospedale di Chieti con problemi di staticità. Allo stesso modo si eviterebbe di ricorrere ad un investimento di centinaia di milioni di euro, che riteniamo non necessario, e di affidare la gestione dei servizi, in cambio della realizzazione del nuovo ospedale, per alcune decine di anni, caricando le casse della Regione di un fardello di cui non si sente la necessità». Posizioni, dunque, non troppo distanti da quelle dell’opposizione di FI e 5 Stelle che da tempo tuonano contro il progetto. Con la differenza che Olivieri è stato eletto in maggioranza.

Il consigliere dice che ha voluto fare queste considerazioni a mezzo stampa,«dal momento che non è stato possibile farle in un contesto di programmazione e di elaborazione politica».

Ricordando, infine, che gli ospedali di Chieti e Pescara sono i più giovani della regione, Olivieri chiede «in tempi certi risorse per la realizzazione di ospedali ormai con più di 50 anni di vita, come quelli di Vasto e di Lanciano».(a.i.)