Contratti fasulli per telefonare gratis

Chieti, madre e figlio nei guai: facevano accordi spacciandosi per altre persone. Un lancianese fa scattare le indagini per truffa
CHIETI. Usavano identità altrui per attivare contratti di telefonia mobile con varie società del settore e usare così, senza pagare un euro,i propri telefoni cellulari. Madre e figlio di Chieti sono stati denunciati per sostituzione di persona e truffa aggravata.
Le indagini sono state condotte dalla polizia di stato della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Chieti.
L’attività investigativa ha preso il via da una denuncia querela che un cittadino di Lanciano ha fatto al commissariato locale. L’uomo ha raccontato di aver ricevuto richieste di pagamento di migliaia di euro da una società di recupero crediti che lavora per conto di una nota compagnia telefonica.
Le richieste risultavano formalmente corrette, infatti i dati identificativi del debitore erano esatti; l'interessato però disconosceva categoricamente i contratti che sono stati firmati a suo nome e anche le aree geografiche dove erano stati firmati, nei comuni di Chieti e della provincia.
I poliziotti del commissariato di Lanciano hanno quindi trasmesso gli atti alla procura di Chieti, competente per territorio. Le indagini sono state affidate alla polizia giudiziaria. Gli agenti hanno quindi proceduto a verifiche negli uffici anagrafe dei comuni di Chieti, Lanciano e di altri paesi del Chietino.Sono stati inoltre fatti accertamenti tecnici su utenze di telefonia mobile, riuscendo pertanto a risalire alla "presunta" identità dei soggetti che, rubando l'identità del malcapitato di turno, avevano attivato i contratti fraudolenti.
Gli investigatori, al fine di riscontrare e rafforzare il quadro indiziario, individuavano una serie di persone che avevano avuto contatti con gli indagati nei Comuni dove gli stessi transitavano per brevi periodi. Madre e figlio prendevano alcuni appartamenti in affitto che non pagavano anche perché prima di ogni richiesta toglievano le tende e si spostavano in altro comune dove organizzavano altre truffe.
Durante le indagini sono stati ascoltati diversi testimoni e eseguita anche una ricognizione fotografica della coppia.
Alla fine i poliziotti sono riusciti a ricostruire tutta la attivitià truffaldina degli indagati. Che dopo svariate e complesse ricerche fatte anche con l’aiuto dei carabinieri della provincia di Pescara e dell’Aquila sono stati rintracciati. La coppia attualmente risiede in un piccolo comune dell’Aquilano. Mamma e figlio sono stati quindi identificati e denunciati alla procura della repubblica di Chieti per reati di sostituzione di persona e truffa aggravata.
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