Contratto di Teateservizi al Tar Si valutano le ragioni di Ferrara

Stretta sui tempi per analizzare l’affidamento del servizio di riscossione impugnato dall’Agcom Si torna in aula il 10 maggio: si saprà se la delibera firmata dalla giunta è legittima oppure no
CHIETI . Sull’attività di riscossione delle tasse affidata a Teateservizi, il Tar di Pescara vuole «valutare attentamente» le ragioni dell’amministrazione Ferrara e vuole farlo «in modo sollecito». Entro poco più di un mese i giudici amministrativi si esprimeranno sul ricorso presentato dall’Agcom (Autorità garante della concorrenza) contro il Comune e diranno se il contratto di affidamento alla società pubblica fallita lo scorso 21 febbraio è legittimo oppure no. La decisione è attesa il 10 maggio quando, in tribunale, si rivedranno amministrazione comunale e Agcom.
L’ordinanza del tar L’ultimo atto del contenzioso tra Agicom e Comune di Chieti è un’ordinanza del Tar firmata dal presidente Paolo Passoni: occorre «fissare in modo sollecito l’udienza per la definizione della presente controversia», si legge nelle carte. Un sollecito sui tempi della giustizia davanti a una società fallita i cui servizi di riscossione sono linfa vitale per un Comune con le casse in rosso. Il Tar adesso andrà quindi a «valutare attentamente nella sede di merito» le motivazioni che hanno portato la giunta Ferrara a rinnovare il contratto tra Comune e Teateservizi per la gestione dei tributi fino al 31 dicembre 2028. La delibera di giunta numero 460 è proprio il provvedimento da cui nasce la controversia finita nelle aule del tribunale. Il ricorso era stato presentato a inizio mese dall’Agcom che ha definito la gestione dei tributi da parte della società in house «illegittima», quindi «va annullata».
IL RICORSO Il ricorso al Tar era nato da un esposto del collegio dei revisori dei conti presieduto da Andrea Ruggeri. «Con tale delibera», si legge nelle 22 pagine del ricorso, «il Comune decideva di proseguire il rapporto contrattuale con la società, alle stesse condizioni del precedente contratto, con l’impegno di adeguare l’aggio in base alle previsioni che sarebbero emerse in sede di concordato una volta approvato il bilancio stabilmente riequilibrato». Il collegio aveva lamenta il fatto che il rinnovo era stato fatto «senza previamente valutare la sussistenza dei requisiti», vale a dire che non era stato spiegato perché riaffidare l’incarico a Teateservizi.
sindacati in agitazione
Mentre è in corso il contenzioso giudiziario tra Comune di Chieti e Agcom per il contratto di affidamento della Teateservizi, l’amministrazione prosegue le trattative con il curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, sull’esercizio provvisorio. Proprio per la riscossione dei tributi è necessario che il curatore abbia sotto mano una sorta di “contratto ponte”, un atto che certifichi che il Comune ha indetto una gara europea sul servizio. Così, il curatore potrà richiedere l’esercizio provvisorio al tribunale. Ancora in attesa i sindacati che non sciolgono lo stato di agitazione: lunedì hanno inviato una nuova lettera al prefetto per un incontro.
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