Contributi non versati, 26 mesi a Paglione

20 Giugno 2018

L’ex re delle auto di lusso coinvolto nel fallimento delle sue concessionarie. La difesa: non poteva pagare

CHIETI. Travolto dal fallimento delle sue concessionarie, per l’ex re delle auto di lusso Gianni Paglione arriva una condanna legata proprio al periodo di grande difficoltà che ha preceduto il fallimento della gran parte delle sue società. Ieri mattina Paglione, difeso dagli avvocati Giuliano e Ugo Milia e da Marco Femminella e Danila Solinas, ha dovuto rispondere dell’accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (articolo 316 ter). «Nella sua qualità di legale rappresentante della Autoimport Abruzzo srl», spiega il capo di imputazione a suo carico, «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, attestava falsamente all’Inps di Chieti di avere anticipato ai propri dipendenti nel periodo che va da dicembre 2014 all’ottobre 2016 contributi assicurativi e previdenziali per complessivi 264.413 euro, così conseguendo l’indebito conguaglio sulle maggiori somme dovute all’ente previdenziale». La seconda parte del capo di imputazione lo accusa di un reato simile: «Nella sua qualità di legale rappresentante della Autoimport Abruzzo srl e di datore di lavoro», si legge, «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, ometteva il versamento all’Inps di Chieti delle ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti». Tutti quanto sarebbe avvenuto dal 16 settembre 2016 al 16 novembre 2016, per un importo complessivo di 178.702 euro.
Le tesi di accusa (sostenuta in aula dal sostituto procuratore Marika Ponziani) e difesa non sono molto distanti tra di loro, anche se per la difesa manca assolutamente l’elemento soggettivo. Nel senso che Paglione non voleva appropriarsi dei soldi che avrebbe dovuto dare all’Inps, ma è stato impossibilitato a portare a termine quanto dovuto a causa delle vicende che poi lo hanno portato al fallimento. Insomma, per le difese che si apprestano a fare appello contro la sentenza, mancherebbe completamente l’elemento del dolo. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno e 3 mesi.
La concessionaria automobilistica Autoimport è fallita nel 2016 ed è stata affidata al curatore Antonella Bosco. Sono state dichiarate fallite anche le altre concessionarie che facevano capo a Paglione, Audi Zentrum e Marche Motori, tutte con sede legale a San Giovanni Teatino e punti vendita anche fuori regione. (a.i.)
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