Controlli anti coronavirus nelle aziende e nei mattatoi

18 Luglio 2020

LANCIANO. Massima attenzione ai luoghi di lavoro che possono diventare focolai di coronavirus. È con questa premessa che in provincia di Chieti parte un programma di sorveglianza attiva, realizzato...

LANCIANO. Massima attenzione ai luoghi di lavoro che possono diventare focolai di coronavirus. È con questa premessa che in provincia di Chieti parte un programma di sorveglianza attiva, realizzato dal Dipartimento prevenzione della Asl guidato da Giuseppe Torzi, che in una prima fase coinvolge gli impianti produttivi di alimenti di origine animale. Il target è stato scelto in base alle condizioni ambientali degli impianti di lavorazione che possono favorire la proliferazione del virus (temperatura, umidità, vapore) e alla tipologia delle attività lavorative che prevedono postazioni di lavoro ravvicinate e luoghi condivisi. Sono numerosi i casi di contagio già diffusi negli impianti di macellazione. In provincia di Chieti sono presenti 78 strutture: 10 mattatoi, 11 laboratori di lavorazione carni rosse, 13 stabilimenti di prodotti a base di carne, tre depositi frigoriferi, 11 caseifici, otto stabilimenti di prodotti della pesca, nove centri di spedizione molluschi, due centri di riconfezionamento, due macelli lagomorfi e tre avicoli, due laboratori di carni bianche, quattro centri di imballaggio uova. Gli addetti in totale sono 926. L’adesione al programma di sorveglianza è su base volontaria, sia per le aziende sia per i lavoratori, i quali saranno sottoposti a prelievo di sangue e tampone rino-faringeo. Al momento si sono resi disponibili 8 stabilimenti e 481 addetti. Lo screening, a carico della Asl, prevede un primo ciclo di test a partire dalla prossima settimana: in caso di esito positivo al tampone scatteranno la messa in sicurezza della struttura e l’indagine clinica su familiari e contatti della persona contagiata, anche ai fini dell’applicazione delle misure di sorveglianza sanitaria domiciliare. Il secondo step di controlli su tutti i lavoratori è previsto a distanza di tre settimane. (s.so.)