Controlli dell’aria, nessun superamento

15 Marzo 2019

Atessa. I dati dell’Arta su polveri sottili e benzene: assenti i rilievi sugli idrocarburi della Val di Sangro

ATESSA. Monitoraggio dell’aria in Val di Sangro: sarà possibile consultare giorno per giorno i dati ottenuti dalla centralina di rilevamento. Il servizio, che oltre alla Val di Sangro interessa altre 15 centraline sparse per tutto il territorio abruzzese, è fornito dall’Arta Abruzzo ed è raggiungibile all’indirizzo sira.artaabruzzo.it o dalla sezione “qualità dell’aria” del sito istituzionale www.artaabruzzo.it. In provincia di Chieti, oltre a quella di Atessa, sono presenti altre tre centraline: Ortona-Villa Caldari, Chieti-scuola Antonelli, stazione di Francavilla. Dal 4 marzo la qualità dell’aria in Val di Sangro è risultata buona, anche se non si può non considerare le condizioni climatiche che sono state più che favorevoli con piogge e venti forti che hanno spazzato e ripulito l’atmosfera.
Gli inquinanti che la centralina rileva ad Atessa, così come riporta il sito dell’Arta, sono monossido di carbonio, polveri sottili (Pm10) e benzene. Il 13 marzo, il Pm10 ha dato 17 microgrammi per metro cubo; il limite massimo è di 50 (l’8 marzo si è raggiunto 40); il benzene ha segnato 1,3 microgrammi per metro cubo (livello di mediocrità). Il benzene, dal 4 al 13 marzo, ha fatto rilevare tre giorni di situazione accettabile e sette mediocre. Ogni superamento riscontrato viene segnalato da Arta ai Comuni competenti con una comunicazione tempestiva e ufficiale. Salta all’occhio come ad Ortona e Francavilla siano rilevati anche biossido di azoto e ozono, mentre a Chieti, oltre alle precedenti, anche biossido di zolfo, parametri la cui rilevazione manca in Val di Sangro con la più alta densità di agglomerati industriali in Abruzzo. C’è da ricordare che il biossido di azoto è prodotto dai carburanti che contengono zolfo, dalle industrie metallurgiche, inceneritori, impianti di riscaldamento, nella produzione della plastica e dalle centrali termoelettriche. I danni causati sono irritazioni a pelle e occhi, nonché problemi alle vie respiratorie.
Il biossido di azoto, gas di colore rosso-bruno dall’odore forte e pungente, si può ritenere uno degli inquinanti più pericolosi. È un prodotto di tutti i processi di combustione e quindi proveniente dagli impianti termici, sia domestici sia industriali, alimentati dai vari combustibili, e da tutti i veicoli a motore. Interessante, per un monitoraggio attendibile sulla stato dell’aria in Val di Sangro, sarebbe rilevare anche gli idrocarburi, tra i quali quelli prodotti dai solventi, e i metalli presenti nel particolato aerodispersi originati prevalentemente da impianti industriali la cui tossicità è ben nota.
Matteo Del Nobile