Controlli Green pass nei negozi: «Ma i nostri locali sono deserti»

2 Febbraio 2022

Da ieri per entrare nelle attività commerciali serve il certificato verde base: scattano gli accertamenti L’allarme degli esercenti: «Facciamo rispettare le norme, il problema vero è la mancanza di clienti»

CHIETI . Da ieri sono scattate le novità sulle disposizioni per il Green pass che vanno ad interessare anche le attività commerciali o, almeno, buona parte di queste. Per entrare in un negozio di abbigliamento, ad esempio, è necessario mostrare il certificato verde base, ottenibile da tampone negativo in corso di validità, oltre che da vaccinazione e guarigione. I commercianti si sono attrezzati per il rispetto delle nuove norme in vigore, ma lanciano l’allarme: «Manca la clientela».
Sono le associazioni di categoria a rilanciare quel che è il vero problema del momento per il commercio. La presidente provinciale di Confcommercio, Marisa Tiberio, spiega: «Nei negozi di vicinato non abbiamo riscontrato criticità relativamente ai controlli del Green pass, anche perché i clienti sono spariti. La città è deserta», afferma. «In ogni caso va specificato che gli accertamenti sono stati alleggeriti rispetto a quello che si pensava inizialmente». I titolari, infatti, non sono obbligati al controllo. A chiarirlo è una Faq pubblicata sul sito web del Governo, dove si legge che bastano controlli “a campione” su chi è già entrato. «La vera criticità, al momento, è legata al calo di fatturato», continua quindi la presidente di Confcommercio. «Il tutto in un momento in cui gli esercenti sono chiamati a fare i campionari per il prossimo autunno-inverno. Fare ordini in un clima di tale incertezza è davvero difficile. Per di più ci sono stati i rincari del costo dell’energia e l’aumento generale dei prezzi. Stiamo vivendo un periodo davvero difficile e delicato».
Ieri mattina sulle strade del centro c’era poco movimento, a testimonianza dell’allarme lanciato dalle associazioni di categoria. A rafforzare le tesi di Tiberio ci pensa anche Marina De Marco, presidente di Confesercenti Chieti. «Il problema fondamentale è che non c’è nessuno a cui controllare il certificato verde», afferma senza mezzi termini. «È la morte civile: tra quarantene ed altri molteplici aspetti, credo che la gente sia completamente rinchiusa in casa. Non parliamo a mio avviso di bassa o alta affluenza nei negozi, ma di presenze che mancano a tutti gli effetti». Ed i costi delle bollette contribuiscono a rendere la situazione ancor più complicata: «Sicuramente disincentivano l’entusiasmo legato agli acquisti. Saremmo contentissimi di avere numerosi Green pass da controllare», aggiunge De Marco.
Accertamenti che, pertanto, sembrano non rappresentare un problema, come conferma anche Daniele Giangiulli, direttore generale di Confartigianato Chieti L’Aquila: «Stanno andando bene, in linea con quanto previsto», commentava ieri mattina. «Purtroppo, però, in città dobbiamo fare i conti con poco movimento». Della stessa opinione il presidente Aniac (Associazione nazionale imprenditori artigiani e commercianti) Abruzzo, Tommaso Rutolo: «L’afflusso nei negozi è notevolmente diminuito, c’è diffidenza da parte delle persone, la situazione è difficile. Per i commercianti, invece, fare controlli è un ulteriore impegno a cui devono far fronte».
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