«Controlli inadeguati sulle società partecipate»

20 Febbraio 2018

Ecco l’ultima relazione dei giudici contabili: più accertamenti sulle finanze In tre mesi il deficit cresciuto di quasi un milione: quadro sempre più grave 

CHIETI. Controlli «mancati», «assenti», «inesistenti». Anche la Corte dei Conti manda un richiamo al Comune con una relazione lunga 15 pagine firmata dal presidente della sezione di controllo Antonio Frittella. Un documento, dell’11 gennaio scorso, che denuncia «criticità» sui conti del 2014, 2015 e 2016. E che punta il dito contro «l’inadeguatezza del controllo sugli organismi partecipati». E, tra le partecipate del Comune, la più importante è proprio la Teateservizi, l’ente che assicura la riscossione delle tasse.
Il Comune si trova a fronteggiare un buco da 15,7 milioni di euro che, secondo i revisori dei conti propensi alla dichiarazione di predissesto finanziario, dipende anche da una «forte criticità» nella riscossione delle tasse. Ed è così anche secondo il sindaco Umberto Di Primio che invita la Teateservizi a stanare gli evasori per evitare lo spettro del predissesto.
Insieme alla Teateservizi (100% del Comune), le altre partecipate dell’amministrazione sono la Chieti solidale (100% comunale), che si occupa di servizi sociali, e l’Ops (insieme alla Provincia) incaricata dei controlli sugli impianti termici.
Sulle partecipate, la Corte dei Conti chiede più controlli al Comune: «La sezione», recita la relazione, «evidenzia la necessità che l’ente rafforzi il controllo adoperandosi nello svolgimento periodico di monitoraggi sull’andamento delle società e sui rapporti finanziari con le stesse, sulla situazione contabile, gestionale e organizzativa di ciascuna società, sugli obiettivi assegnati e sugli effetti prodotti dai risultati di gestione del bilancio finanziario dell’ente».
Non è la prima volta che la Corte dei Conti invita l’amministrazione Di Primio a correggere il tiro sulle finanze disastrate: anche il 27 settembre scorso, i vertici del Comune avevano ricevuto un invito a cambiare rotta «immediatamente» a causa di «un disequilibrio di cassa pari a meno 14,9 milioni di euro»: i giudici contabili avevano denunciato che il Comune deve gestire un deficit troppo pesante ed è necessario «un costante monitoraggio visto che l’esistenza di disavanzi significativi può essere sintomo di una non sana gestione finanziaria». Ma, dal 27 settembre alla fine dell’anno, l’anticipazione di cassa – un debito che il Comune contrae con la banca che gli fa da tesoreria – è aumentata ancora di quasi un milione di euro attestandosi al valore di 15.771.022,60 euro. Che adesso, per i revisori, sembra un punto di non ritorno.
Nelle sue 5 pagine di quasi 5 mesi fa, la Corte dei Conti aveva detto che «la situazione appare ulteriormente aggravata dalla rilevazione di un fondo di cassa finale, al netto dei pagamenti e degli incassi ancora da regolarizzare, pari a zero». (p.l.)
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