Contrordine da Roma Non chiude più la scuola delle suore

L’annuncio dalle stesse religiose dell’istituto francescano: «È un piccolo miracolo. Ora ripartiamo con tanti progetti»
LANCIANO. Non chiuderà l'istituto religioso paritario Gesù Bambino. È la notizia, arrivata a sorpresa e accolta da tutti come un «piccolo miracolo», che proviene direttamente dall’istituto delle suore missionarie francescane di via Fagiani. Quando sembrava tutto ormai già scritto e deciso - della vicenda se ne era occupato ampiamente il Centro - riguardo la chiusura della scuola che ospita 150 bambini tra alunni delle materne e delle primarie, la dirigenza ha infatti diramato una nota che annuncia il cambio di rotta: la scuola resterà aperta per «conservare un patrimonio didattico e culturale di fondamentale importanza di cui hanno beneficiato, per generazioni, i bambini della città di Lanciano e dell’intero comprensorio».
Le iscrizioni sono già state riaperte. L’istituto avrebbe dovuto chiudere alla fine dell’anno scolastico a causa di alcuni problemi di ordine gestionale ed economico. Da un lato l’anzianità delle suore che insegnano ai ragazzi e il mancato ricambio con altre religiose per via della crisi di vocazioni che interessa tutto il panorama nazionale, e dall’altro alcuni disagi economici. I finanziamenti statali (spesso in ritardo), per questa scuola di ispirazione e matrice religiosa e non privatistica, non bastano infatti da soli a reggere tutta l’organizzazione della scuola.
Le spese, quindi, sono in buona parte sostenute dalle pensioni delle sorelle francescane che, tuttavia, essendo diventate anziane, hanno bisogno di maggiore assistenza e che per questo devono attingere dal proprio bilancio interno. Anche le rette dei ragazzi iscritti sono esigue: si tratta di poco più di un centinaio di euro al mese per ogni bambino, cifra che da sola non può reggere tutto il peso dell’organizzazione scolastica e di un istituto molto ampio con giardino, biblioteca, teatro, mensa, palestra, aula multimediale.
Ma la determinazione e l’impegno mostrati in questi giorni dalle famiglie ha fatto cambiare idea ai vertici del consiglio generale delle suore a Roma. L’istituto avvierà in futuro anche «collaborazioni e sinergie con le altre istituzioni religiose e con le altre realtà territoriali portatrici di interessi nel campo della didattica, della pedagogia e della socialità, allo scopo di promuovere e realizzare progetti sempre più aderenti alle esigenze formative dei bambini e delle famiglie».
«Si va avanti», commenta soddisfatto un papà, «e questa è una splendida notizia per l’intera città dato che l’istituto è qui da 40 anni. Inoltre si evita di licenziare una trentina di dipendenti tra personale didattico e non didattico dell’istituto. Ora si apre la fase più delicata per l’istituto. Dobbiamo essere compatti nel pubblicizzare e sostenere questa scuola che ha dato e continua a dare tanto ai nostri figli». (d.d.l.)
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