Contrordine: l’ospedale di Guardiagrele non chiude più
«L'ospedale non chiuderà, non c'è niente di vero nonostante una voce sparsa in città e nei dintorni dal dopo-elezioni sembri indicare che il Santissima Immacolata è a rischio per via dei posti letto...
«L'ospedale non chiuderà, non c'è niente di vero nonostante una voce sparsa in città e nei dintorni dal dopo-elezioni sembri indicare che il Santissima Immacolata è a rischio per via dei posti letto scesi sotto una soglia di legge che alcuni indicano a 60 e altri a 90». Con il presidente Ennio Di Renzo, Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del malato sezione guardiese difendono l'ospedale anche dal passaparola che impazza in questi giorni. «Questi incauti e fuorvianti attacchi di pessimismo, di matrice peraltro sconosciuta e dai fini che non riusciamo proprio a capire», spiega Di Renzo, «hanno anche disorientato il personale in servizio. Ma qui qualcuno dimentica due dettagli fondamentali che semmai puntano nella direzione opposta alla chiusura», prosegue Di Renzo. «C'è la vicenda giudiziaria prima di tutto, con il Santissima Immacolata tuttora sub iudice con un'ordinanza del Tar Abruzzo che aveva bocciato la chiusura prevista nel piano Chiodi-Baraldi insieme a altri quattro ospedali abruzzesi. E ora pende davanti al Consiglio di Stato», sottolinea il presidente di Cittadinanzattiva-Tdm, «un ricorso dell'ex presidente-commissario fermo ancora alla convocazione della prima udienza».
Di Renzo prende spunto dalle recenti rassicurazioni del neo presidente Luciano D'Alfonso su una revisione radicale della politica sanitaria del centrodestra. E aggiunge informazioni di prima mano. «Per fare chiarezza intorno alle voci sulla presunta chiusura», afferma, «abbiamo interpellato esponenti del centrosinistra vicini al governo regionale. Chiediamo non solo il potenziamento, ma anche l'istituzione di tutti i servizi ambulatoriali e in genere di medicina del territorio che mancano all'appello dopo 5 anni di non gestione del nostro ospedale».(f.b.)

