Convitto, sopralluogo della Provincia

12 Gennaio 2016

Dopo la denuncia dei genitori interviene il presidente Pupillo. La preside Politi: «Mi ha detto che la scuola è sicura»

CHIETI. «Il Convitto è una scuola sicura? Non devo essere io a stabilirlo. Ma dal momento che la Provincia non ha ritenuto opportuno chiuderlo devo supporre di sì». È la risposta che Giuseppina Politi, dirigente del liceo classico e del Convitto nazionale G.B.Vico, dà ad alcuni genitori di bambini che frequentano la scuola elementare ospitata nell’antico palazzo. Mamme e papà molto preoccupati per l’incolumità dei propri figli a causa di alcuni problemi strutturali che affliggono l’edificio. Un allarmismo ingiustificato secondo la preside che tiene a precisare.

«Nelle mie richieste di intervento alla Provincia non ho mai fatto riferimento a problemi sulla statiticità dei locali che ospitano le varie classi, ma di problemi di manutenzione che, in ogni caso vanno affrontati e risolti». E dopo le proteste dei genitori che chiedono a gran voce lo spostamento degli alunni in aule più sicure finalmente, due giorni fa, è arrivata al G.B. Vico la visita del presidente della Provincia Maio Puplillo accompagnato da alcuni tecnici. L’esito del sopralluogo verrà esposto nei prossimi giorni in un incontro a scuola al quale sono invitati tutti i genitori.

La polemica sulla sicurezza di liceo e Convitto è sorta subito dopo l’esclusione della prestigiosa scuola dai finanziamenti provinciali per la riqualificazione degli istituti superiori teatini, una torta da 1,4 milioni di euro, nonostante le lettere, in tutto cinque, spedite dal novembre 2014 all’ottobre 2015 dalla dirigente scolastica. Missive nelle quali si descrivono le criticità degli istituti (anche l’istituto d’Arte) e nelle quali si chiedono alcuni interventi «urgentissimi» per tutelare la sicurezza degli studenti. Nella prima lettera, datata 21 novembre 2014 e sollecitata dalla stessa Provincia, che dagli istituti superiori aveva voluto conoscere lo stato d’arte, la dirigente chiede la realizzazione di un corrimano per il quale era stata già fatta una richiesta tre anni prima e di estrema utilità per la sicurezza degli alunni, impianti elettrici adeguati e la sistemazione di due aule rese inagibili dal sisma del 2009. Nell’elenco molti altri problemi documentati dalle foto. «Ma nulla a che fare con i problemi di staticità» insiste la preside «questo palazzo ha certificazioni che ne attestano la buona salute, certificazioni supportate da continui controlli da parte dei Nas e dei vigili del fuoco». Insomma in base alla diagnosi effettuata dalla Provincia e dagli organi deputati al controllo il Vico non starebbe cadendo a pezzi.

E ai genitori che chiedono il trasferimento delle aule delle elementari in un’ala lontana dai locali inagibili a causa del sisma del 2009 la Politi puntualizza: «Vedremo quali intenzioni ha la Provincia su questo argomento. Certo è che il trasferimento di 10 classi delle elementari da un piano all’altro dell’edificio non può essere fatto da un momento all’altro». Nessun pericolo crollo dunque, ma Politi e Provincia convinceranno i genitori?