Copia al concorso da vigili e perde anche in appello

25 Gennaio 2015

I giudici di secondo grado confermano la decisione del Tar che aveva annullato la posizione della candidata prima classificata tra 243 aspiranti di tutta Italia

PAGLIETA. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della vigilessa contro la sentenza del Tar che la accusava di aver copiato al concorso bandito dal Comune per la copertura di due posti di agente di Polizia Municipale. Si conclude con una sentenza immediatamente esecutiva l'intricata vicenda che ha riguardato l'assunzione di due agenti della Polizia Municipale al Comune di Paglieta. A scatenare l'odissea giudiziaria che si trascina da oltre un anno è stato il ricorso presentato da uno dei candidati che al concorso pubblico aveva superato la prova, ma che, per questioni di punteggio, non aveva potuto accedere al posto di lavoro essendosi classificato terzo. Il ricorrente aveva sostenuto che la prima classificata avesse copiato la prova scritta e aveva fornito anche le fonti, chiedendo che la graduatoria fosse annullata. Il Tar gli aveva dato ragione. Tra le motivazioni espresse dal Tribunale amministrativo di Pescara che ha annullato la posizione della vigilessa nella graduatoria, c'è anche il fatto che la candidata «in base ad una semplice comparazione dell’elaborato con gli articoli pubblicati sul Web e depositati in atti, risulta, in modo evidente, aver copiato, con riproduzione di tali testi, senza alcun valido apporto personale».

IL RICORSO. La candidata, che è comunque rimasta in servizio a Paglieta, ha presentato un appello che però il Consiglio di Stato ha rigettato. Tra i vari e numerosi aspetti esaminati dalla quinta sezione del Consiglio di Stato è stato rimarcato che, così come aveva giudicato il Tar, nonostante la prova scritta abbia avuto, oltre ad un carattere teorico, anche un aspetto pratico, «anche il plagio della sola prova teorica comporta ex lege l'obbligo della diretta esclusione dal concorso, non sussistendo al riguardo spazio per valutazioni di natura tecnico discrezionale».

IL CONCORSO. La ricerca di due posti da agente di Polizia Municipale a Paglieta aveva richiamato un esercito di candidati. Per il concorso, svoltosi nell'area fiera di Lanciano, erano infatti arrivate 454 domande da tutta Italia, isole comprese. A partecipare alla prova scritta si erano presentati infine 243 aspiranti vigili.

IL COMUNE. La sentenza rischia di mettere in seria difficoltà il Comune di Paglieta. Il ricorrente infatti potrebbe anche rivolgersi al giudice ordinario per l'esecuzione della sentenza e chiedere il risarcimento dei danni visto che, essendo nulla la posizione della prima classificata, a quest'ora avrebbe già dovuto essere uno dei due nuovi vigili.

«Abbiamo saputo di questa sentenza», spiega il sindaco Nicola Scaricaciottoli, «ma prima di fare qualsiasi passo vogliamo sottoporre il testo ai nostri legali. Agiremo in base a ciò che prescrive la legge».

«Prima di ogni altra cosa», commenta amaramente l'ex sindaco Giuseppe Lalli, «dietro questa sentenza c'è il dramma di due giovani in lotta per un lavoro. Tuttavia viene da porsi alcuni interrogativi: dal momento che questa sentenza andrà rispettata, quanto è costato il concorso per vigili urbani al Comune di Paglieta?». «L'ente», prosegue Lalli, «ha dovuto pagare un legale per difendere il proprio operato e per di più resta da capire cosa farà se la parte vittoriosa chiederà un risarcimento delle mancate retribuzioni con interessi e rivalutazioni. Ancora: le sanzioni commutate finora dalla vigilessa sono valide? O si apre la strada ad altri ricorsi? Una cosa è certa: ancora una volta i cittadini saranno chiamati a pagare per queste leggerezze».

Daria De Laurentiis

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