Coppia scatena il caos in Comune per la casa popolare: denunciata

30 Novembre 2022

Grida negli uffici e una fioriera scaraventata a terra: arriva la polizia, nei guai un 31enne e la compagna L’assessore Raimondi: «Continueremo a seguire la legge, queste azioni violente non ci intimidiscono»

CHIETI. Hanno scatenato il caos in Comune, gridando e scaraventando a terra una fioriera, dopo essere stati esclusi dalla graduatoria per ottenere una casa popolare. È successo ieri mattina in corso Marrucino, nel cuore del centro storico di Chieti. Gli autori del “raid” – un uomo di 31 anni e la compagna di 29, entrambi di origini napoletane – saranno denunciati dalla Digos alla procura della Repubblica: rischiano le accuse di interruzione di pubblico servizio e violenza privata. «Nelle assegnazioni degli alloggi popolari», interviene l’assessore Enrico Raimondi, «il Comune segue pedissequamente la legge. Non ci facciamo intimidire da queste azioni violente».
Tutto comincia poco prima di mezzogiorno. La coppia entra nella sede comunale gridando: pretende di parlare con il sindaco e sostiene di essere stata vittima di un’ingiusta esclusione dalla graduatoria per l’edilizia residenziale pubblica. Il clima si surriscalda pesantemente, tant’è che parte una chiamata al 113. Dalla vicina questura, nel giro di pochi istanti, arrivano i poliziotti della Digos e, subito dopo, due equipaggi della squadra volante. La coppia continua a urlare e la donna getta a terra una grossa fioriera che si trova all’ingresso del Comune, sotto i portici. Sono minuti di grande tensione: di fatto, è impossibile entrare nella sede dell’ente. Arriva anche l’assessore alle politiche della casa, Raimondi. Emerge così che la domanda presentata dalla 29enne è stata esclusa dalla commissione (composta da tecnici e non politici) per la mancanza del requisito della residenza in città da almeno cinque anni. La situazione torna alla normalità solo dopo le 12.30.
Dalla graduatoria pubblicata ieri dal Comune viene fuori che sono state accolte 116 domande per avere un alloggio popolare; sono 100, invece, le richieste respinte (20 per reati penali, 49 per mancanza dei cinque anni di residenza, 13 perché giunte fuori tempo massimo e 18 per ulteriori motivi).
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