Cori offensivi contro la polizia: stadi vietati per 14 giovani tifosi

Accolta la proposta di Daspo presentata dai carabinieri nei confronti degli ultrà del Francavilla calcio: gli insulti in una gara a Casoli, non potranno più assistere alle partite per un periodo fino a 8 anni
CHIETI. Dovranno restare lontani da tutti gli stadi italiani ed europei per un lungo periodo, da un minimo di dodici mesi a un massimo di otto anni. Quattordici ultrà del Francavilla calcio sono finiti nei guai per i cori offensivi contro la polizia intonati lo scorso 19 novembre, allo stadio di Casoli, durante una partita del campionato di Promozione girone C: di età compresa tra 16 e 26 anni, molti di loro sono stati già indagati per gravi episodi di violenza avvenuti negli ultimi tempi nel corso di incontri trasformatisi in guerriglie urbane. Il questore Aurelio Montaruli, accogliendo la richiesta presentata dai carabinieri della stazione di Casoli, ha dunque disposto il Daspo, ovvero il divieto di accedere a qualunque manifestazione sportiva, nei confronti dei sostenitori accusati di aver pronunciato quegli insulti.
La notizia è iniziata a circolare da subito negli ambienti della tifoseria giallorossa: alcuni dei “daspati” hanno già contattato i propri legali e si preparano a impugnare il provvedimento presentando ricorso entro trenta giorni al prefetto o, in alternativa, entro sessanta giorni alla sezione di Pescara del Tribunale amministrativo regionale (Tar). La durata delle misure varia a seconda dei precedenti delle persone coinvolte. Il Daspo è scattato perché, pur non essendo sfociati in veri e propri episodi di violenza, quei cori erano idonei a far degenerare la situazione. Di conseguenza, sempre in base alle accuse, la presenza dei tifosi in questione negli impianti sportivi può rappresentare un pericolo concreto per la sicurezza pubblica. I 14 ultrà sono stati identificati dai carabinieri e denunciati alla procura della Repubblica di Lanciano, competente per territorio. Contestualmente, è stato avviato l’iter che, nei giorni scorsi, è terminato con le misure di prevenzione firmate dal questore. Nei confronti di alcuni tifosi è stato disposto anche l’obbligo di presentarsi due volte in caserma, per firmare, durante ogni partita del Francavilla. In questo caso, i provvedimenti dovranno essere convalidati dal giudice per le indagini preliminari, considerando che è stata adottata una forma di restrizione della libertà personale.
Tra i tifosi puniti con il Daspo c’è anche chi, il 6 marzo 2022, aveva partecipato agli scontri scoppiati all’esterno dello stadio Valle Anzuca di Francavilla e non aveva esitato a lanciare pietre, bottiglie e bastoni contro i carabinieri pur di arrivare al contatto fisico con i tifosi dell’Avezzano, mandando all’ospedale due militari e danneggiando più automobili. Durante le successive perquisizioni domiciliari, i tifosi violenti erano stati trovati in possesso di una pistola scacciacani con relativi colpi, tirapugni, quattro coltelli, bastoni telescopici, catene, fionde, aste per bandiere, passamontagna e adesivi inneggianti all’odio sportivo.
Non solo reati da stadio: un paio dei denunciati per i cori di Casoli sono finiti sotto inchiesta anche per un episodio che è rimasto fortemente impresso nell’opinione pubblica, ovvero l’assalto vandalico del 7 dicembre 2021 a Palazzo Sirena, il simbolo di Francavilla. In quella circostanza, i teppisti si erano accaniti sull’edificio, addobbato a festa per il Natale, colpendo con una raffica di calci la porta finestra e danneggiando le vetrate al punto tale che il sindaco Luisa Russo aveva tuonato: «Se in città c’è chi non ha rispetto della cosa pubblica, io non ho intenzione di restare a guardare».
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