Corsa al Comune tra le liti sfida fra 6 candidati sindaci

Il centrodestra resta diviso tra Di Stefano, De Cesare e l’asse Febbo-Marzoli Il M5S, senza Argenio e D’Arcangelo, va da solo. In campo anche ChietiScaloNoi
CHIETI. Mancano almeno tre mesi e mezzo alle elezioni comunali in programma tra fine maggio e inizio giugno e le trattative sono ancora aperte. Ma se si andasse al voto oggi? Sarebbero 6 i candidati sindaci in corsa per il dopo Di Primio. Il centrodestra sarebbe diviso in tre con un candidato di bandiera, Fabrizio Di Stefano della Lega, e poi il giovane imprenditore Paolo De Cesare sostenuto da 5 liste civiche e la strana alleanza tra l’assessore regionale Mauro Febbo di Forza Italia e il consigliere comunale Alessandro Marzoli di Italia Viva. Il centrosinistra potrebbe ritrovarsi unito su un candidato, Stefano Rispoli, ex di Forza Italia ma passato all’opposizione per i contrasti con il sindaco Umberto Di Primio, ma l’accordo non c’è ancora. In mezzo, il M5S che ha annunciato che andrà da solo, probabilmente puntando su Luca Amicone, e la lista civica ChietiScaloNoi, una costola del comitato di residenti fondato da Camillo Carapelle.
Se lo scenario fosse questo, l’ipotesi di una vittoria al primo turno sarebbe difficile e si aprirebbe la strada del ballottaggio. E, a oggi, il ballottaggio è croce e delizia per i candidati: un pericolo per chi si sente favorito; un’ancora a cui aggrapparsi per chi tenta l’impresa.
Di Stefano e De Cesare sono i due candidati certi: entrambi sono già usciti allo scoperto annunciando la propria candidatura. Per Di Stefano sono scesi in campo anche i big del partito, a partire dal capo della Lega Matteo Salvini e dal suo vice, il deputato Andrea Crippa. La Lega non vuole mettere in discussione la candidatura di Di Stefano: per la Lega vincere a Chieti sarebbe la conquista del primo capoluogo di provincia in una terra di mezzo tra nord e sud. Il piano di Salvini è questo: piazzare una base a Chieti e poi sfondare verso il sud. Sabato scorso, De Cesare ha presentato il suo movimento: al suo fianco ci sono l’amico imprenditore Manuel Pantalone e Antonello D’Aloisio che ha abbandonato la Lega in contrasto con il nuovo corso del capo regionale Luigi D’Eramo. Sono 5 le liste di De Cesare: Chieti c’è, Chi ama Chieti, Azione Politica, Avanti Chieti e La Teatinità.
L’unità del centrodestra a Chieti è a rischio: Febbo è contrario alla candidatura di Di Stefano e, dopo aver provato a fermare la Lega con la proposta (impossibile) delle primarie di coalizione, punta a un accordo con Marzoli: un patto senza simboli politici sacrificati all’altare del civismo. Sarebbero due i possibili candidati sindaci, entrambi senza passato politico alle spalle: il funzionario della prefettura Maurizio Formichetti, prescelto da Febbo, e il commercialista Maurizio Di Cola che piacerebbe a Marzoli come elemento di discontinuità.
Per il centrosinistra oggi potrebbe essere il giorno della svolta: Rispoli dovrà spiegare ai responsabili dei partiti il suo piano per il Comune e su chi potrà contare. Se arriverà un sì, sarà lui il candidato.
Il M5S, orfano di Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, i due consiglieri in carica che non si ricandideranno, correrà da solo. La deputata Daniela Torto, per ora, lascia una porta aperta alle liste civiche.
Alle elezioni ci sarà anche la lista del comitato ChietiScaloNoi: il gruppo di residenti punterà tutto sui nodi irrisolti della zona.

