Corsa alla Provincia, parte lo scontro

Al via la campagna elettorale tra Chieti e Lanciano: ora i due candidati vanno a caccia dei voti dei piccoli Comuni
CHIETI. «Con me sarà la Provincia dei 104 Comuni. Basta alla Provincia dei segretari di partito, sotto il controllo del Pd e costretta a subire i ricatti di qualcuno». Dopo la candidatura sfumata in Regione, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio (Forza Italia) punta dritto alla presidenza della Provincia. In una lettera inviata agli altri 103 sindaci, compreso il “rivale” Mario Pupillo, ha annunciato il suo piano: «Non avrò nessuno al di sopra e al di sotto di me, lavorerò con i sindaci fianco a fianco».
Sindaco, perché ha deciso di candidarsi?
«Nella lettera che ho scritto ai miei colleghi, ho detto che chi fa il sindaco deve mettere lo spirito di servizio sempre al primo posto. E io, con spirito di servizio, ho raccolto l’invito dei sindaci. Sulla carta, il centrodestra non è in vantaggio ma conto di recuperare il distacco introducendo il concetto di una Provincia diversa: voglio fare il presidente della Provincia veramente e non essere presidente di un partito: sarò il presidente di tutti e i territori non verranno curati a seconda dell’appartenenza politica come invece è successo in questi anni».
La Provincia, dopo i tagli, può giocare ancora un ruolo importante?
«Le Province, e quella di Chieti in particolare, devono affrancarsi dall’idea che ci sia qualcuno che ordini loro cosa fare e mi riferisco alla sudditanza verso la Regione che, in questi anni, ha programmato gli interventi e distribuito i soldi. Le Province hanno preso quei fondi come un’elemosina. Io come sindaco voglio evitare che la Provincia diventi il cavalier servente della Regione e la matrigna dei Comuni».
Quali sono le linee guida del suo programma?
«Affrontare le emergenze: le infrastrutture come ponti e strade, le scuole con la verifica del patrimonio e il dissesto idrogeologico. Poi, bisogna superare la retorica della Provincia che sulla costa ha una velocità mentre all’interno ne ha un’altra: questa doppia velocità, che esiste, ma non può essere una scusante per non intervenire. Sviluppo consapevole delle aree costiere e servizi per evitare lo spopolamento delle aree interne».
La candidatura del sindaco di Montelapiano, Arturo Scopino, avrebbe potuto farle comodo: è preoccupato per il ritiro?
«Non ero preoccupato prima e non lo sono ora. Faccio i conti con la realtà: per vincere dovrò camminare il doppio di Pupillo. E comunque, il mio vice presidente sarà sicuramente il sindaco di un piccolo Comune».
Cosa ne pensa di Pupillo?
«Non temo nessuno ed è un dato noto: ho vinto elezioni stando sia all’opposizione che in maggioranza. Comunque, abbiamo un ottimo rapporto: le persone si pesano per quello che valgono anche quando sono avversarie».

