Corsie ciclabili, zone 30 e biciplan «Solo chiacchiere, è tutto fermo»

VASTO. «Corsie ciclabili, zone 30 e biciplan: se ne parla da anni, ma i provvedimenti annunciati dall’amministrazione comunale non hanno mai visto la luce». Il Forum civico ecologista fa il punto su...
VASTO. «Corsie ciclabili, zone 30 e biciplan: se ne parla da anni, ma i provvedimenti annunciati dall’amministrazione comunale non hanno mai visto la luce». Il Forum civico ecologista fa il punto su una serie di interventi molto attesi da chi usa la bicicletta per muoversi in città e che deve fare i conti con strade trafficate e pericolose. È il caso della Circonvallazione istoniense dove a ridosso delle corsie ciclabili sono stati realizzati nuovi parcheggi che non semplificano la mobilità ciclistica, ma rendono quella strada, sulla quale le auto sfrecciano anche a 70 chilometri orari, ancora più pericolosa.
«Nel luglio del 2020 venne firmata una ordinanza che istituiva alcune zone 30, ma che non sono mai state tradotte in concreta applicazione», ricorda Nicholas Tomeo, referente del Forum, «le zone 30 per essere tali necessitano di rallentatori o cuscini berlinesi, oltre che di apposita segnaletica orizzontale e verticale, nonché di riduzione dello spazio a disposizione delle automobili. Nel novembre 2022 sono state annunciate nuove zone 30, ma a distanza di due mesi non si è visto ancora nulla, se non annunci a mezzo stampa. Cosa dire poi del biciplan il quale, oltre a decine di riunioni e altrettanti annunci, non ha ancora visto una benché minima attuazione? È sotto gli occhi di tutti», aggiunge, «l’assenza di serie politiche a vantaggio della mobilità sostenibile, e mentre in Europa e in alcune città italiane già si inizia a parlare di città senza auto, a Vasto non si muove nulla che vada nella direzione di una città più sicura per chi va in bici».
Il Forum civico ecologista polemizza anche sulla volontà manifestata nei giorni scorsi dall’assessore Carlo Della Penna di volersi adoperare per l’approvazione di una legge nazionale che introduca l’obbligo di assicurazione e targa per le bici elettriche e per i monopattini al fine di agevolare i controlli da parte delle forze dell’ordine. «È un provvedimento che va nella direzione esattamente opposta alla diffusione della mobilità sostenibile, come ormai tutti gli esperti in Italia ed in Europa affermano», chiosa Tomeo, «piuttosto che disincentivare la mobilità sicura e sostenibile, cosa si aspetta ad attuare quelle misure necessarie ed imprescindibili per una qualsiasi città che guardi alla mobilità sostenibile come prioritaria?». (a.b.)
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