Corso, arrivano i sensori nella zona della voragine

Lanciano. Riapre ai pedoni il marciapiede chiuso dal cedimento del 16 agosto Monitoraggio di dieci mesi per lo studio scientifico sulla stabilità della zona
LANCIANO. Sarà riaperto al passaggio pedonale nei prossimi giorni il marciapiede della parte bassa di corso Trento e Trieste chiuso con delle transenne dal 16 agosto scorso quando nel sottosuolo si è verificato un importante cedimento di terreno. Le chiavi dei locali che ospitano i negozi di abbigliamento Josephine e Martelli sono state riconsegnate ai proprietari nei giorni scorsi dal Comune che ha inviato loro anche una lettera. Si chiude così la fase di emergenza che ha interessato il ripristino dei luoghi e la messa in sicurezza del fabbricato che, così come dichiarato dai tecnici incaricati dal Comune, il geologo Luigi Carabba e l’ingegnere Pasquale Di Monte, rischiava di implodere trascinando due edifici adiacenti.
E si apre una seconda fase di accertamento dello stato dei luoghi, di monitoraggio del sottosuolo e verifica della stabilità delle strutture. L’agibilità dei due locali non sarebbe mai stata messa in discussione dal momento che, come sostiene uno dei proprietari, l’ex sindaco Filippo Paolini, il Comune ha diramato un’ordinanza di sgombero dei locali senza fare alcun riferimento all’agibilità. I negozi restano tuttavia per il momento vuoti. Nei prossimi giorni è previsto un incontro del Comune con i proprietari che discuteranno i vari aspetti della riapertura. Tra questi anche i dubbi su come gestire un’eventuale nuova pavimentazione sulla soletta in cemento armato che poggia sopra circa 200 metri cubi di ghiaia e pietrisco e che è stata inserita per sostenere le pareti dei locali.
«L’emergenza è stata risolta», ribadisce l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «dal punto di vista della sicurezza pubblica i luoghi sono stati riportati a come erano in origine, cioè a prima della voragine (un “buco” profondo oltre cento metri quadri, ndc). Riapriremo presto il marciapiede, ma per quanto riguarda la carreggiata resterà il senso unico e il divieto di sosta sul lato a scendere verso piazza Plebiscito perché nelle prossime settimane inseriremo sensori e strumenti di monitoraggio per tenere sotto controllo ogni movimento del terreno».
Il monitoraggio durerà circa dieci mesi in modo da poter avere uno studio scientifico sulla stabilità dell’ultimo tratto di corso che poggia interamente su terreno da riporto a sua volta gravemente dilavato da infiltrazioni di acqua nel sottosuolo che durano probabilmente da anni. «Ci è stata riconsegnata la relazione dei tecnici», spiega ancora Verna, «che stiamo studiando in questi giorni e dalla quale trarremo spunto per i prossimi interventi». «Il Comune ci ha ridato le chiavi», chiosa l’ex sindaco Paolini, «ora ci faccia rientrare nei locali togliendo le transenne dal marciapiede. Le attività hanno subito un pesante contraccolpo dai mesi di fermo forzato».
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