Corso della Croce Rossa contro le minacce nucleari

ORTONA. Al motto di “inter arma caritas” il corpo militare della Croce Rossa Italiana ha iniziato ieri mattina il corso Nbcr, utile in caso di minacce nucleari, biologiche, chimiche e radiologiche....
ORTONA. Al motto di “inter arma caritas” il corpo militare della Croce Rossa Italiana ha iniziato ieri mattina il corso Nbcr, utile in caso di minacce nucleari, biologiche, chimiche e radiologiche. Nella sala Eden di Ortona un gruppo di 43 ausiliari delle forze armate provenienti da Chieti, Vasto, Lanciano, Teramo, ma anche dall'Umbria, hanno intrapreso queste particolari lezioni che fanno parte di un percorso di addestramento teorico e pratico che si tiene ogni qualvolta questi militari vengono precettati.
Dal 4 novembre e fino al 19, saranno svolti corsi in diverse parti d'Italia su materie varie su cui è necessario essere preparati qualora tale corpo, composto da medici, infermieri, ingegneri, persone che normalmente hanno un lavoro differente dall'essere militari, fosse chiamato ad intervenire in caso di emergenze.
Ad Ortona da ieri e fino a martedì si parlerà del pericolo nucleare, biologico, chimico e radiologico. Lezioni della durata di qualche ora al mattino, eccezion fatta per domani, quando il corpo sarà impegnato anche nel pomeriggio, in quanto alla parte teorica si aggiungeranno le prove di indossamento di indumenti speciali protettivi con tanto di maschere. Abbigliamento necessario per proteggersi da aggressioni esterne di sostanze o radiazioni qualsiasi tipo. I relatori del corso ortonese sono il sottotenente del corpo militare della Croce Rossa Italiana, Antonio Della Valle, e alcuni ufficiali medici e personale che ha seguito il percorso Nbcr.
Da sottolineare la presenza di quattro donne (anche se ieri mattina ve ne erano solo tre) infermiere volontarie, altro corpo ausiliario: «Cosa ci spinge a fare tutto questo? Sicuramente l'altruismo verso chi ha bisogno, nonostante gli impegni familiari e il lavoro. Siamo sempre disponibili e reperibili per la nostra patria in caso di necessità» hanno commentato.( a.s.)
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