Corso di Pedagogia per i detenuti

Auditorium del carcere pieno per il progetto promosso dalla direttrice Ruggero
CHIETI. Analizzare la propria condizione prendendo coscienza degli errori commessi e iniziare un cammino di speranza che conduca i detenuti fuori dal carcere con la consapevolezza di essere diventati migliori. Lunedì scorso nella casa circondariale di Chieti, Madonna del Freddo, si è tenuto il primo di una serie di incontri che puntano sulla crescita dei detenuti attraverso l ’analisi della propria condizione.
Il progetto, "Corso di pedagogia introspettiva", si è aperto con la presentazione di un libro che racconta la storia amara di persone finite in carcere «per reati che rasentano il ridicolo» e delle loro famiglie che scontano, a loro modo, un altro tipo di condanna, ma fuori dal carcere.
"Lontano dal sole", del teatino Paolo Miscia, edito da Tabula Fati, è riuscito a tenere incollati alle sedie dell’auditorium gli ospiti della casa circondariale. Sono state soprattutto le detenute a mostrare maggiore interesse per la figura di Gianna, la co-protagonista del romanzo che esalta i sentimenti della «prigionia senza detenzione» di «moglie abbandonata, madre allo sbaraglio e amante delusa». Il progetto è stato voluto dalla direttrice del carcere Giuseppina Ruggero «la direttrice più anziana d'Abruzzo», ha tenuto a specificare lei stessa, coadiuvata dalla educatrice, la dottoressa Annamaria Raciti coordinatrice del progetto. Lunedì pomeriggio in sala erano presenti l'autore del libro, la professoressa Luana Di Profio, esperta in Pedagogia introspettiva e ricercatrice universitaria. In sala anche il comandante in congedo della casa circondariale Valentino Di Bartolomeo e l’attrice ed esperta di teatro Anna Di Lena che ha letto vari brani del libro. All’incontro hanno partecipato anche il comandante Alessandra Costantini che ha accolto gli intervenuti e ancora Francesco Lo Piccolo, direttore della rivista “Voci di dentro”.
Tra gli spettatori anche numerose tirocinanti nelle materie di Sociologia, Criminologia e Psicologia. I detenuti hanno interagito con l’autore e gli intervenuti, dando luogo ad un interessante dibattito con variegati spunti di riflessione centrando in pieno l’obiettivo del progetto.(y.f.)

