«Corso nuovo, le mattonelle non vanno bene»

28 Luglio 2022

L’esperto del tribunale indica le criticità nelle aree carrabili. In arrivo basolato o cemento industriale?

LANCIANO. Da corso Presentoso a corso Arlecchino. Potrebbe essere questa la triste parabola del nuovo corso Trento e Trieste, opera monumentale costata 1.300.000 euro, inaugurata appena 3 anni fa, sicuramente di grandissimo impatto scenografico, ma da subito dimostratasi molto, troppo fragile. L'esito della perizia effettuata dall'ingegnere Sergio D'Intino, il consulente nominato dal tribunale di Lanciano per l'accertamento tecnico richiesto dal Comune, non lascia spazio a dubbi: le mattonelle utilizzate non vanno bene per le parti carrabili e sono inadatte anche in altri tratti, essendo risultate sconnesse anche in zone in cui non transitano quotidianamente le auto. Intere porzioni del Corso andrebbero quindi smontate e ripristinate e per le criticità più evidenti rappresentate dalle intersezioni di via De Crecchio e via Dalmazia bisognerebbe evitare del tutto la piastrellatura. Cosa fare ora?
«Per il perito la cosa migliore per i tratti carrabili sarebbe l'asfalto», spiega il sindaco, Filippo Paolini, «ma come si fa? Si stravolgerebbe il disegno originario. Certo è che quello che è emerso è che la pavimentazione non è buona ed è stata posizionata male. La ditta si è resa disponibile da subito a ripavimentare le parti ammalorate, ma dovremo fornire noi le mattonelle e non sappiamo quante ne abbiamo ancora in magazzino, inoltre quel tipo di mattonella utilizzata è uscito fuori produzione».
Quindi, se ci saranno delle riparazioni, potrebbero essere anche di colore e materiale diverso dall'originale. «Dispiace molto constatare che per non aver sorvegliato i lavori e valutato ogni aspetto di un'opera così importante nel cuore di Lanciano», rimarca Paolini, «a rimetterci siano sempre i cittadini. Si è fatto tutto con troppa leggerezza. Sicuramente sul Corso dovremo impegnare altre somme, oltre all'enorme esborso già effettuato, per cercare di risolvere il problema delle intersezioni. Allo stesso tempo non posso passare il mip mandato a rimettere a posto il Corso».
Dopo un primo incontro tra tecnici, Ctu e perito di parte, l'amministrazione ha preso tempo per decidere alcune soluzioni per i tratti carrabili che potrebbero essere in basolato o cemento industriale colorato. L'approccio, fermi restando i presupposti per andare in causa contro la ditta realizzatrice dei lavori, è quello di una soluzione bonaria per evitare al momento odissee legali. Ed è certo che il Corso, così com'è, si romperà ancora. I tecnici sono stati sicuri nell'affermare che il problema dello scollamento delle piastrelle si ripresenterà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA