Corteo e presidio non autorizzati: assolti dieci manifestanti anarchici

CHIETI. Dieci manifestanti, ritenuti dagli investigatori appartenenti all’area anarchica, sono stati assolti «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di aver dato vita a un corteo e a un presidio...
CHIETI. Dieci manifestanti, ritenuti dagli investigatori appartenenti all’area anarchica, sono stati assolti «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di aver dato vita a un corteo e a un presidio non autorizzati a Chieti Scalo. Gli episodi risalgono al 18 ottobre 2019. La sentenza del giudice Maurizio Sacco è arrivata ieri sera. Il pm d’aula Roberta Capanna aveva chiesto per tutti gli imputati la condanna a quattro mesi di arresto e 300 euro di ammenda. Durante l’udienza, che si è tenuta in mattinata, il tribunale è stato presidiato da poliziotti e carabinieri, impegnati in uno specifico servizio di ordine pubblico predisposto dalla questura, per prevenire il rischio di iniziative (non autorizzate) davanti al palazzo di giustizia. Cadono le accuse, dunque, nei confronti dei teatini Giampaolo Zagami, 36 anni, Lorenza Capone (27) e Anna Rosaria D’Amaro (32), dei pescaresi Antonio Buttiglione (59), Felice Caiusi (28), Daniele De Santis (31) e Annalisa Tinozzi (56), del vastese Domenico Ranieri (55), dell’aquilano Alberto Francesco De Matteis (54) e del teramano Gianluigi Di Bonaventura (39). Nessuno degli imputati, assistiti dagli avvocati Antonello Remigio e Gianni Piscione, era presente in tribunale.
Quella mattina d’autunno di quattro anni fa una ventina di persone ha partecipato a una manifestazione (regolarmente autorizzata) di solidarietà al popolo curdo, all’angolo tra via Piaggio e via Mattei, nelle vicinanze dello stabilimento della Leonardo. Secondo la ricostruzione dei poliziotti della Digos, intorno alle 13, quasi tutti coloro che stavano partecipando al sit-in, anziché allontanarsi, si sono organizzati dietro uno striscione con la scritta “Nessuna pace per chi fa profitti con la guerra” e hanno dato vita a un corteo non autorizzato che sfilava fino ad arrivare a piazzale Marconi, dove è stato allestito un presidio per la durata di 50 minuti.
«L’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza», spiega l’avvocato Remigio, «punisce i promotori di una riunione in un luogo pubblico che non ne abbiano dato avviso al questore almeno tre giorni prima. Nel nostro caso, la condotta contestata agli imputati non è affatto idonea a integrare questa fattispecie di reato. Non c’è nessuna prova che gli imputati siano stati promotori della manifestazione non autorizzata, né che essi abbiano preso parte alle fasi preparatorie». (g.let.)

