Corto circuito, brucia inceneritore

9 Novembre 2018

Atessa. In fiamme il camino della Eco-Eridania durante la fase di smontaggio. Allarme per i fumi

ATESSA. Ha destato preoccupazione un’alta colonna di fumo che ieri verso le 11, usciva dal camino della Eco-Eridania spa, azienda della Val di Sangro specializzata nello smaltimento di rifiuti provenienti da strutture sanitarie. Diverse sono state le telefonate alla nostra redazione di cittadini preoccupati. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Casoli e i carabinieri della Compagnia di Atessa comandata dal capitano Marco Ruffini.
Da un primo accertamento dei vigili del fuoco pare che si sia trattato di un corto circuito verificatosi durante le fasi di smontaggio di un inceneritore in disuso. L’incendio è stato domato dopo un’ora e non dovrebbero esserci problemi per l’ambiente.
La Eco-Eridania ha rivelato a marzo del 2018 la Maio.Com. La colonna di fumo ha fatto subito salire l’asticella della preoccupazione dell’inquinamento in Val di Sangro. Sull’episodio interviene Luzio Nelli, di Legambiente: «Un plauso va all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco. Deve però rimanere alta l’attenzione e chiediamo l’intervento dell'Arta per le opportune verifiche al fine di accertare eventuali contaminazioni di un’area a forte rischio e che ha già conosciuto eventi simili. Il tutto al fine di garantire la sicurezza e la salute di chi abita a ridosso dell’area industriale e di chi ci lavoro. Questo deve essere anche un monito sul rischio di altri impianti simili. Ci chiediamo: vale la pena insistere come con il progetto della Di Nizio, con un rischio concreto di peggiorare la situazione?». «Anche questa vicenda», afferma Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, «dimostra il rischio e la pericolosità di questi impianti anche una volta dismessi. Ecco perché», continua Borrelli, «ci siamo battuti e continueremo a farlo con coerenza e intransigenza perché né la Ciaf né la Di Nizio né altri progetti di ugual tenore trovino spazio nella Val di Sangro».
Quella che inizialmente, era una zona industriale, è diventata un agglomerato artigianale-commerciale-residenziale, debitamente urbanizzato e popolato. Il progetto della Di Nizio al quale si riferiscono sia Nelli e sia Borrelli, che dovrebbe sorgere a Saletti, prevede la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con una potenzialità di trattamento di 2Omila ton/anno, al quale sarà associato un deposito di rifiuti.
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