Così il branco di cinghiali ha arato un intero campo

18 Febbraio 2017

ROCCASCALEGNA. Un branco di cinghiali ha devastato un terreno in località Vallone, a duecento metri dal castello medievale. Prima che arrivassero gli ungulati, il vasto campo era seminativo a grano...

ROCCASCALEGNA. Un branco di cinghiali ha devastato un terreno in località Vallone, a duecento metri dal castello medievale. Prima che arrivassero gli ungulati, il vasto campo era seminativo a grano e c'era un vigneto. Adesso tutto è devastato e l'atteso raccolto e la vendemmia rimarranno solo un sogno. La particolare "aratura" è avvenuta nei giorni scorsi e Roccascalegna non è l'unico comune che può vantare queste visite. I danni all'agricoltura causati dai cinghiali sono una voce in passivo di non poco conto nel bilancio di fine anno di diverse aziende agricole. «La foto l'ho fatta dal mio ufficio in Comune», dice il sindaco Domenico Giangiordano che aggiunge: «Questa con i cinghiali è una battaglia persa; sono animali, tra l'altro, intuitivi: quando i vigneti sono carichi di grappoli d'uva, riescono ad abbattere anche i paletti di cemento per far abbassare i filari.

Ma queste son cose che, oltre alla pericolosità per l'uomo, non interessano a chi ha l'obbligo di prendere decisioni in merito». L'emergenza cinghiali non è passata e la presenza di questi ungulati in zone antropizzate, come per esempio, la parte retrostante dell'ospedale di Atessa o parcheggi di alcuni supermercati, sono argomenti che quasi non fanno più notizia. «Questo Governo regionale sta rivelando la sua incapacità nel mettere in campo interventi concreti» dice il presidente dalla Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che spiega come «dopo mesi di chiacchiere e promesse la Legge regionale che accogliesse le istanze dei 52 sindaci della provincia di Chieti è ancora ferma al palo. È inconcepibile il modo in cui il Governo regionale sta affrontando una problematica di questa portata che investe la sfera economica, ambientale e sanitaria. Intanto» conclude Febbo «io sono ancora in attesa di poter discutere il PdL e soprattutto che siano messi in votazione i miei undici emendamenti che ricalcano pedissequamente le richieste dei sindaci e dei territori in modo da smascherare la demagogia di questo Governo regionale». (m.d.n.)