«Così recuperiamo la rotonda alla Marina»

VASTO . «Il nostro sogno? La ristrutturazione della rotonda di viale Dalmazia, attualmente in stato di semi abbandono, tenendo presente l’ingente investimento che esso comporta e del ruolo che...
VASTO . «Il nostro sogno? La ristrutturazione della rotonda di viale Dalmazia, attualmente in stato di semi abbandono, tenendo presente l’ingente investimento che esso comporta e del ruolo che privati e imprese del territorio possono svolgere collaborando fattivamente con noi, cercando di trasformare quanto prima possibile e con i tempi dovuti un desiderio in realtà tangibile». Il consorzio Vivere Vasto Marina, che dal Comune ha ottenuto la struttura in comodato d’uso gratuito, parla dei progetti in cantiere per uno dei monumenti simbolo della riviera. Lo fa dopo l’intervento del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che aveva stigmatizzato la cessione. «Ci teniamo a ricordare e ribadire che siamo un consorzio di operatori economici senza fini di lucro e operiamo da decenni per promuovere e sviluppare il tessuto socio-economico della riviera e delle imprese che investono in essa, perseguendo il miglioramento dell’offerta commerciale e di pari passo dei servizi turistici necessari a rendere il più possibile fruibile e accessibile la costa a quanti vogliano vivere a 360 gradi la Marina», precisa il presidente Massimo Di Lorenzo, «la richiesta di concessione dei locali è datata 25 marzo 2016. Essendo promotori del fare, abbiamo ritenuto opportuno avanzare la domanda al fine di fruire dello spazio come rappresentanza identificativa, punto di riferimento per gli operatori, promozione e sviluppo di attività delle imprese territoriali, prodotti ed eccellenze del territorio. Altresì a sostegno del valore affettivo inequivocabile che vogliamo ad un monumento simbolo di Vasto marina, attualmente in stato di semi abbandono, nella stessa missiva abbiamo posto la condizione necessaria di sistemazione delle infiltrazioni che altrimenti renderebbero i locali inagibili. Il nostro intervento», conclude Di Lorenzo, «è diretto ad ampliare i servizi della riviera». (a.b.)

