Costa teatina, 8 sindaci scrivono a Mattarella

6 Giugno 2015

Documento condiviso: la perimetrazione dal commissario De Dominicis fatta su vecchie cartografie

TORINO DI SANGRO. I sindaci della costa dicono "no" alla perimetrazione fatta dal commissario De Dominicis. A confermarlo in una nota è il sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori. «Giovedi sera nella sala consiliare del Comune ho incontrato i colleghi di Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Casalbordino, Vasto e San Salvo per analizzare la proposta di perimetrazione del parco della costa teatina formulata dal commissario e consegnata informalmente in occasione della riunione convocata dal Presidente della regione Luciano D'Alfonso il 18 maggio scorso. Dalla valutazione degli elaborati grafici pur rimanendo reciprocamente nelle rispettive posizioni ci siamo trovati tutti d'accordo sul giudizio negativo sulla proposta di perimetrazione del commissario De Dominicis», annota la Priori.

«In particolare è stato evidenziato l'utilizzo di vecchie cartografie risalenti al 1958, non aggiornate all'attuale livello di antropizzazione del territorio. Inoltre il perimetro del parco è stato tracciato senza tenere in considerazione le evidenze scientifiche relative alle aree di pregio naturalistico meritevoli di tutela speciale».

Fonti ministeriali riferiscono che l'istituzione del Parco sia ormai cosa fatta (mancherebbe solo la firma del decreto).

«A questo punto è evidente che qualora la perimetrazione proposta venisse approvata senza le dovute e necessarie correzioni, ci sarebbero rilevanti ripercussioni socio-economiche negative sul territorio. Occorre pertanto agire con tempestività e coralità», afferma Priori.

I sindaci hanno condiviso un documento che sarà inviato al presidente della Repubblica, al presidente del consiglio ed alle altre autorità sovracomunali affinché si possano approfondire le riflessioni sulla perimetrazione, conformando la stessa alle reali esigenze di tutela e valorizzazione del territorio, acquisendo i dati scientifici sulle aree protette presenti e le biodiversità, evitando di includere all'interno del Parco aree prive di pregio naturalistico quali porti, aree industriali e artigianali e zone altamente antropizzate.

«Chiediamo di essere ascoltati dalle autorità, in quanto depositari degli interessi delle comunità locali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA