Così la banda dell’Audi assaltava le ville: due fratelli in carcere

5 Ottobre 2021

Le telefonate ai ristoranti per sapere se c’erano feste, poi i furti dei documenti nelle auto parcheggiate «Il loro obiettivo era scoprire gli indirizzi delle case momentaneamente vuote». Sospetti su altri raid

CHIETI. Telefonavano ai ristoranti e, con una scusa, riuscivano a sapere se erano in corso banchetti per matrimoni, cresime e compleanni. Poi si presentavano nei parcheggi dei locali e forzavano le macchine di festeggiati e invitati, in modo tale da rubare i libretti di circolazione e scoprire gli indirizzi delle abitazioni rimaste vuote. A quel punto, concludevano il piano criminale assaltando case e ville e portando via orologi preziosi e altri oggetti di valore. Era questo, in base all’accusa, il modus operandi della banda fermata sabato sera dai carabinieri del tenente colonnello Massimo Di Lena. Due fratelli (stessa madre e padri diversi) e la cugina sono stati bloccati, a bordo di un’Audi A5 di colore nero e con i vetri oscurati, sulla rampa che conduce a una villa di via Forlanini, nella zona dell’ex ospedale San Camillo. Ieri mattina, il giudice Maurizio Sacco ha convalidato gli arresti: Nicola Corso e Giosuè Della Santacasa, 21 e 28 anni, residenti a Tivoli, sono finiti in carcere; per Sharon Spinelli, anche lei 28enne, è stato invece disposto l’obbligo di dimora a Città Sant’Angelo, il paese in cui vive. Le manette sono scattate per i reati – entrambi aggravati – di tentato furto in abitazione e furto.
Il terzetto è stato denunciato anche per ricettazione, perché nell’Audi c’erano tre orologi Rolex, del valore – in base a una stima iniziale – di circa 30mila euro, e sette cellulari fra Samsung e iPhone, di cui i ladri non sono riusciti a giustificare la provenienza. Tra gli smartphone sequestrati ci sono pure quelli degli indagati: l’analisi di tabulati e chat potrebbe essere decisiva per ricostruire i movimenti della gang, sospettata di aver messo a segno altri colpi in zona. Anche perché nell’auto sono state trovati altri mazzi di chiavi, oltre a due cacciaviti di grandi dimensioni. Il pm d’aula Roberta Capanna aveva chiesto per tutti il carcere.
Sabato sera il proprietario della villa stava festeggiando il compleanno di 18 anni dei figli in un rinomato ristorante di Brecciarola, quando i malviventi hanno preso di mira la sua auto lasciata nel parcheggio, una Fiat Panda, portando via il libretto di circolazione e le chiavi della villa.
I banditi non hanno terminato il loro piano – come ricostruito nel capo d’imputazione dal procuratore Lucia Anna Campo – per «cause indipendenti dalla loro volontà», ovvero perché sono stati intercettati dai carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti pochi istanti prima che entrassero nella villa. Nel momento in cui è partita la perquisizione, Spinelli – alla guida dell’Audi A5 di cui risulta proprietaria – ha ripetuto più volte: «Il libretto della Panda è di mio nonno». Ma quel goffo tentativo di farla franca è subito naufragato. Dai successivi accertamenti è venuto fuori che poco prima del furto uno degli indagati, con il proprio cellulare, aveva telefonato al ristorante di Brecciarola per chiedere, con una scusa, se quella sera erano in programma delle cerimonie.
Spinelli è difesa dagli avvocati Giancarlo De Marco ed Enrico De Pascale, Corso è assistito dall’avvocato Miranda Di Berardino e Della Santacasa è rappresentato dall’avvocato Vissia Conti. I tre indagati saranno processati il 29 novembre.
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