Così la polizia arresta sei banditi su dieci

Savina torna a Chieti per il convegno del Sap sul Keycrime: il software che permette di prevedere il 60% delle rapine
CHIETI. Quando “Quattro spiccioli”, nome in codice che la polizia aveva dato a un inafferrabile rapinatore seriale, si presenta nell’ennesima farmacia milanese da svaligiare,trova ad attenderlo gli agenti della Questura che sapevano che avrebbe agito proprio lì. Nessuna sfera di cristallo o sistemi fantascientifici alla Minority Report (il film di Spielberg in cui i reati venivano visti prima che avvenivano), ma solo la capacità di prevedere l’azione criminale di un software nato da un cervello geniale e tutto italiano, quello dell’assistente capo della Polizia, Marco Venturi, che nel 2007 ha inventato il suo Keycrime e lo ha ceduto in comodato gratuito alla Polizia. Il software finora è stato sperimentato a Milano dove ha dato ottimi risultati, con un abbattimento delle rapine del 60%. A illustrarne il suo funzionamento è stato ieri nella sala Cascella della Camera di commercio lo stesso Venturi, alla presenza del segretario generale del Sap (Sindacato autonomo di polizia) Gianni Tonelli, del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e del vice capo della Polizia, il teatino Luigi Savina, a cui si deve la lungimiranza nell’aver sostenuto e promosso il progetto quando era questore di Milano. L’incontro è stato organizzato dal Sap di Chieti e in particolare da Giancarlo Manes e Marco Melena. Tra il pubblico, in una sala strapiena con tanta gente in piedi, c’erano anche il sindaco Umberto Di Primio, l’assessore comunale Mario Colantonio, i questori di Chieti, Pescara e Teramo, Vincenzo Feltrinelli, Paolo Passamonti ed Enrico De Simone, il vice prefetto di Chieti Luciano Conti, il dirigente del compartimento di Polizia postale Elisabetta Narciso, quello interregionale della Polizia scientifica Massimiliano Olivieri, quello interregionale della Polizia ferroviaria Francesco De Cicco e il comandante provinciale dei Carabinieri Luciano Calabrò. Milano e provincia, 1.500 chilometri quadrati con 4 milioni di persone e una media che va dalle cinque alle sei rapine al giorno. In questa realtà per anticipare le gesta di “Quattro spiccioli” si è mossa la cosiddetta “polizia predittiva”, ovvero la capacità previsionale che si ottiene attraverso l’analisi dei crimini avvenuti in passato. Il sistema funziona tramite una meticolosa raccolta dati che, una volta raffinati, vengono inseriti nel software ideato da Venturi, che studia la serialità e permette di calcolare gli obiettivi più a rischio, che poi saranno presidiati da poliziotti in borghese. «L’algoritmo utilizzato», ha detto Venturi, «è molto potente, ma attenzione a non sostituire la macchina all’uomo. L’ultima valutazione spetta sempre al poliziotto». Se nel 2007 solo il 10% delle rapine commesse a Milano trovavano un responsabile, con l’utilizzo di Keycrime nel 2008 si sale al 47% e nel 2014 arriviamo al 61%. L’obiettivo di Venturi è ora estendere il sistema a livello nazionale e non limitarlo al solo ambito delle rapine. Il Ministero dell’Interno sta valutando una possibilità di questo genere ma occorrono fondi. Lo stesso Savina ha raccontato di aver fatto fundraising a favore del progetto quando era a Milano. Venturi ha detto di essere stato contattato da colossi come Microsoft e, alla domanda del moderatore del convegno, il giornalista Gianni Quagliarella, sull’ipotesi di lasciare l’Italia e diventare l’ennesimo cervello in fuga, ha risposto senza mezzi termini che, se Roma non si muove, può accadere.

