Così Michela ha provato a difendersi

25 Giugno 2019

L’anziana di 87 anni sopraffatta dai colpi inferti da Vito Papa. I carabinieri sequestrano la cartella clinica dell’assassino 

VASTO. Si è difesa Michela Marchesani. Fino all’ultimo, ha cercato di proteggere il suo corpo dai colpi. Ma è stato tutto inutile davanti alla furia di quell’uomo, conosciuto solo il giorno prima, che si è fermato solo quando il cuore dell’anziana ha cessato di battere, in un letto della casa di riposo San Pio di Vasto. Quanti colpi abbia ricevuto la pensionata di 87 anni potrà stabilirlo solo l’autopsia che verrà eseguita mercoledì dal medico legale Pietro Falco, alla presenza dei periti che saranno nominati dalla famiglia Marchesani e da Vito Papa, 72 anni, arrestato in flagranza per omicidio volontario.
La famiglia Marchesani ha annunciato la costituzione di parte civile. La pensionata è stata colpita in più punti con il trapezio, il sostegno metallico a forma di triangolo utilizzato per alzarsi dal letto. Ha perso molto sangue ed è probabile che i colpi le abbiano procurato anche delle fratture, ma il colpo letale potrebbe essere stato anche uno solo. Il condizionale è d'obbligo fino a quando il povero corpo straziato della 87enne non sarà esaminato. Papa ha agito in preda alle allucinazioni: «I serpenti mi hanno aggredito e io li ho schiacciati», ha detto.
La direzione sanitaria della casa di riposo ha tenuto a sottolineare che quanto accaduto è stato un fatto imprevedibile. Vito Papa era un utente affetto da demenza senile. Ma mai, in passato, aveva avuto attacchi d’ira o comunque impulsi irrazionali. Certo, prendeva farmaci. L’elenco dei medicinali è stato acquisito dagli investigatori. I carabinieri hanno parlato a lungo con il medico curante del pensionato e hanno acquisito la cartella clinica: ora la documentazione verrà analizzata del dettaglio. I militari dell’Arma ascolteranno anche le badanti che si sono occupate dell’ex finanziere prima che la famiglia decidesse di ricoverarlo nella rsa San Pio. I carabinieri hanno sequestrato anche il triangolo trasformato in arma letale e hanno analizzato i filmati della tragica notte. La scena, infatti, è stata ripresa dal sistema di videosorveglianza, attivo h24 in ogni stanza della struttura.
Quelle immagini raccontano molti particolari: dall’aggressione ai soccorsi, fino alla reazione di chi era nella stanza con Michela. Papa probabilmente non era intenzionato ad uccidere Marchesani, ma voleva difendersi dal "mostro" comparso nella sua mente. L’inchiesta, condotta dai militari della compagnia di Vasto, è coordinata dal sostituto procuratore Michele Pecoraro.