«Così sono riuscita a non cadere in trappola»
Sonia Planamente racconta la sua storia: mi insospettii quando mi chiese il reddito, voleva 3.500 euro
VASTO. Le è bastato leggere poche righe dell’articolo del Centro sulla truffa scoperta dai carabinieri ai danni di 5 donne del Vastese, alle quali finti innamorati hanno portato via 50mila euro, per riconoscere la storia di cui era stata protagonista lei stessa e sulla quale ha scritto un romanzo. La differenza è che Sonia Planamente, scrittrice di 53 anni originaria di Città Sant’Angelo ma trapiantata a Roma, ha solo finto di cadere nel tranello. «A me il finto ufficiale americano deciso a congedarsi e a raggiungermi in Italia aveva chiesto 3.500 euro. A far da tramite fu un finto colonnello e i soldi avrebbe dovuto ritirarli una donna di colore», ricorda la donna. Sonia Planamente, che ha raccontato ai microfoni di Rai 2 la tentata truffa subita, ha raccontato di recente la sua storia anche agli studenti dell’istituto alberghiero professionale di Pescara, nel corso dell’edizione 2016 di Libriamoci. «Sto cercando attraverso il mio romanzo che si intitola “Nessun limite” di far conoscere la pericolosità del web e delle chat», dice Sonia Planamente, «la storia è datata aprile 2014. Quel giorno ricevetti un messaggio da un tale Michael Armour, 47 anni, nato ad Abilene in Texas da padre latino-americano e in missione di pace in Sudafrica e alla ricerca di un’anima gemella che riuscisse a colmare la sua solitudine. Io ero rimasta da poco vedova. Continuai a rispondere ai messaggi», racconta Sonia, «dopo avermi raccontato la sua vita l’ufficiale mi disse di volersi congedare. Mi mandò anche un documento di congedo con il timbro dell’U.s. Army. Poi fra poesie e dediche mi chiese anche il reddito. Ho cominciato a sospettare che ci fosse qualcosa di strano, ma ho deciso di fingere di credere a tutto ciò che Michael diceva per vedere dove volesse arrivare. E alla fine è arrivata la richiesta di 3.500 euro. Ovviamente non gli ho dato nulla. Ho conservato tutto, foto, documenti del finto congedo, lettere e richieste. Con quel materiale ho realizzato il romanzo, che altro non è che una pubblica denuncia. Mi sono riproposta di diffondere il più possibile la vicenda per evitare che altre donne possano cadere nella stessa trappo«la», spiega la scrittrice. «Tutti possono attraversare un momento di fragilità e cadere nella rete di questi personaggi senza scrupoli. La mia è una denuncia che, attraverso la scrittura, vuole varcare i confini nazionali: attente alle chat e al web e diffidate sempre di chi chiede denaro», è il monito di Sonia. (p.c.)
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