Cotir ancora senza stipendi «La Regione è indifferente»

VASTO. «Continua l’incomprensibile indifferenza nella gestione del Cotir e i lavoratori hanno deciso di avviare una protesta». I sindacati tornano sulle barricate. «Nonostante la grave situazione...
VASTO. «Continua l’incomprensibile indifferenza nella gestione del Cotir e i lavoratori hanno deciso di avviare una protesta». I sindacati tornano sulle barricate. «Nonostante la grave situazione economica e finanziaria che, da dicembre 2014 ha indotto l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe a porre in procedura liquidatoria il Centro di ricerca regionale per superare lo stato di forte crisi prodotta negli anni da forme di mal gestione dei vari Cda, ad oggi non è giunta alcuna indicazione di fattibilità utile a dare soluzione positiva a questo stato di cose», segnalano i rappresentati sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Sinimberghi, D’Anastasio e Maurizi. «I lavoratori», proseguono i sindacati, «stanno vivendo una situazione insostenibile aggravata dall'indifferenza di coloro a cui è stata affidata la gestione del Centro ricerche».
I dipendenti continuano a lavorare nonostante un arretrato di 21 mensilità. «Non hanno mai interrotto la loro attività», confermano i sindacati. Nei giorni scorsi hanno ricevuto l’ennesimo schiaffo. «Nella sede del Cotir si è tenuto un convegno per la presentazione dei primi risultati del progetto Filvea (Filiera della ventricina in Abruzzo), uno dei tanti Psr 2007-2013 al quale sta lavorando il Centro», spiegano Maurizi ,Sinimberghi e D’Anastasio. «Hanno partecipato le aziende e molti altri soggetti del settore, l’Università del Molise insieme al Cotir hanno presentato i risultati ottenuti nel primo stato di avanzamento. Eppure il convegno è stato snobbato dai commissari liquidatori e dell’assessore Pepe», commentano i sindacati stigmatizzando l’assenza della Regione. «Ciò denota la scarsa attenzione, serietà e volontà ad assumere con atteggiamenti responsabili, posizioni esplicite per la continuità dei Centri di ricerca per l’agricoltura. Un tale atteggiamento denota poco riguardo verso i ricercatori non retribuiti, che stanno con la loro pervicacia, in solitudine, sostenendo e continuando un’attività di ricerca utile allo sviluppo del territorio». (p.c.)
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