Covid, altre due vittime nelle case di riposo

I decessi alla Berardi e Don Bosco: 24 i morti della seconda ondata. Controlli dei vigili urbani in città
ORTONA . Sale a ventiquattro il bilancio delle vittime del Covid-19 nella seconda ondata della pandemia. Ieri si sono aggiunti altri due decessi ad Ortona, entrambi relativi alle case di riposo. Un’ospite della rsa Berardi, C.D.S., di 90 anni, è morta con il virus, così come M.D.B., di 89 anni della residenza Don Bosco, struttura sulla quale è in corso un’inchiesta dei Nas di Pescara. Sono, dunque, 41 i morti dall’inizio della pandemia ad Ortona.
Purtroppo, in entrambe le residenze si sono registrati dei focolai: alla Berardi ci sono stati oltre sessanta contagi tra ospiti ed operatori. Oltre quaranta, invece, sono stati i positivi tra anziani ed operatori all’interno della Don Bosco. Nel frattempo in città, continuano i controlli al fine di evitare assembramenti e rischi di diffusione di contagio, anche alla luce dei tanti casi di positività. La polizia locale è impegnata in un’azione quotidiana e costante nella prevenzione anti Covid con controlli serrati sul territorio, in collaborazione con le forze dell’ordine, compatibilmente con le funzioni attribuite.
«Fin dall’inizio della pandemia», sottolinea il sindaco Leo Castiglione, «la polizia locale si è messa a servizio della città supportando la popolazione qualora si rendesse necessario e monitorando il territorio per il rispetto delle norme anti Covid».
In particolare dal 24 dicembre ad oggi la polizia locale ha effettuato controlli su 450 persone e su circa 40 attività commerciali e pubblici esercizi, al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti dalle norme.
Entrando nello specifico, nei confronti di un bar del territorio ortonese è stata rilevata una situazione evidente di consumo di bevande ed alimenti all’interno del locale e nelle sue adiacenze. I titolari del locale sono stati multati, con relativa comunicazione alla prefettura per la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni, per non aver adottato le misure idonee ad evitare l’assembramento di persone.
Mentre per due attività commerciali, una a posto fisso e una ambulante, è stata accertata e sanzionata una procedura di vendita non conforme alle disposizioni della zona rossa che consentivano la vendita di soli beni alimentari e di prima necessità e con modalità ben specificate nel rispetto delle misure di sicurezza.
Oltre venti sono state, invece, le sanzioni ai cittadini che volutamente, nonostante più volte invitati, non hanno indossato in maniera corretta i dispositivi di sicurezza. Infine trenta sono stati i minori identificati dopo essere stati fermati. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

