Covid, boom di positivi: atteso il test per tutti

9 Gennaio 2021

In città 42 nuovi contagiati in due giorni. Lo screening forse al PalaMasciangelo. Doni a Oncologia

LANCIANO. Con 42 positivi in due giorni, 217 casi attivi in città, diventa importante lo screening della popolazione. Lanciano è tra le 8 città della provincia di Chieti dove è previsto questo monitoraggio, volontario, a tappeto che Asl, prefetto e sindaci stanno organizzando. «Stiamo lavorando per ospitare lo screening», dice il sindaco Mario Pupillo, «con la direttrice del distretto sanitario Manola Rosato stiamo cercando la location più adatta, e potrebbe essere il PalaMasciangelo. Martedì 12 c'è l'incontro via web con Asl, forze dell’ordine, protezione civile, università, Ufficio scolastico e sindaci per fissare le modalità per lo svolgimento delle attività, compreso i test nelle scuole».
Oltre alle scuole, zona delicata restano gli ospedali, dove la situazione contagi, tra il personale, è drammatica, come sostengono i sindacati degli infermieri Nursing Up e Nursind. «I dati sono terribili», dicono Patrizia Bianchi (Nursing Up) e Vincenzo Pace, (Nursind), «ieri la morte di un collega ad Ortona, e abbiamo il doppio di persone infettate rispetto a marzo-aprile, quando non avevamo i dispositivi di protezione: perché? Tra novembre e dicembre si sono registrati una settantina di infermieri malati tra i presìdi di Lanciano, Ortona, Casoli e Atessa, più del doppio della prima ondata. Una decina è ricoverata anche in gravi condizioni, mentre non ci sono stati ricoveri nella prima fase. Se i dispositivi ci sono, mancano i protocolli? O ci sono ma non vengo applicati? E se ci sono, chi controlla la loro applicazione?».
Regali, intanto, per gli utenti dei reparti di oncologia degli ospedali di Lanciano e Vasto dalla Onlus “La conchiglia”, guidata da Mariella Alessandrini. Con l’aiuto di volontarie e alcune pazienti, la onlus ha realizzato cappellini da uomo e da donna, sportine da agganciare alle poltrone chemioterapiche per contenere libri, materiale usato durante le cure e soprattutto cuscini a forma di cuore per dare sollievo alle pazienti operate per il tumore al seno. «Spesso il braccio dopo questo intervento non riesce a fare tutti i movimenti», spiega Alessandrini, «il cuscino, allora, è di giovamento, dona sostegno al braccio e allevia il dolore. Ma vuole anche ricordare alla donna che lo usa il gesto d’amore di chi lo ha realizzato e donato; un modo per essere vicine alle pazienti che affrontano un percorso davvero difficile».