Covid, cresce la preoccupazione nelle scuole

Casi in aumento: il sindaco Borrelli chiede alla Asl risposte entro 24 ore per eventuali provvedimenti
ATESSA. Chiusura delle scuole in caso di positività al Covid-19: il sindaco Giulio Borrelli chiede una risposta nei termine di 24 ore alla Asl «per poter intervenire in maniera più congrua». Borrelli, ha scritto nel tardo pomeriggio di ieri al Dipartimento di prevenzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e all’assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì, per chiedere chiarimenti.
Parte da Atessa quindi una richiesta che non interessa solo la cittadina sangrina ma che investe diversi sindaci che si trovano a dover mediare tra le richieste e preoccupazioni di insegnati e genitori e le normative regionali in materia.
Ad Atessa 67 sono i casi di positività e per quanto riguarda le scuole, ai casi già noti e segnalati (primaria capoluogo, quarantena e didattica a distanza per due classi; secondaria primo grado Ciampoli, quarantena e didattica a distanza per una classe), si aggiunge la quarantena, disposta dalla Asl, per due classi: una nella scuola secondaria di primo grado Ciampoli e un’altra nella scuola dell’infanzia Rione Meridionale. Nella mattinata di ieri la dirigente scolastica dell’onnicomprensivo “Ciampoli-Spaventa”, Dina Colanzi, ha inviato una lettera per segnalare la situazione della scuola primaria di Atessa capoluogo. «Nella nota», scrive Borrelli alla Asl e alla Verì, «si fa presente che in quel plesso scolastico, che comprende 5 classi, dalla prima alla quinta, per un totale di 100 alunni, 3 classi (seconda, quarta e quinta) sono in quarantena, con sorveglianza attiva, perché alcuni alunni e insegnanti sono risultati positivi al test del Covid-19. La dirigente», continua il sindaco, «per ragioni precauzionali, chiede alla Asl di valutare l’opportunità di procedere alla sospensione dell’attività didattica in presenza e l’attivazione della modalità della didattica a distanza anche per le classi prima e terza. Tutto il plesso della scuola primaria non svolgerebbe, in questo modo, l’attività di didattica in presenza e il plesso resterebbe vuoto, almeno fino al 10 febbraio, come detto nella lettera della dirigente, anche al fine di procedere ad interventi di sanificazione straordinaria».
Tutta la procedura si complica perché, sempre ieri, dopo l'intervento delle organizzazioni sindacali, la Regione ha sospeso la circolare del dipartimento di prevenzione (del 22 gennaio) sulle linee guida gestione casi Covid nelle scuole. Se la scuola non può intervenire, le decisioni (e responsabilità) ricadrebbero sui sindaci. È a questo punto che interviene Borrelli, quale autorità sanitaria locale, che chiede «in attesa di conoscere le nuove disposizioni regionali in ossequio a quanto già chiesto dalla dirigente scolastica, il supporto della Asl per una valutazione tecnico-scientifica, nel termine di 24 ore dalla presente, per poter intervenire nella maniera più congrua in questa situazione di particolare gravità».
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