Covid, Ferrara lancia l’appello: «Niente abbracci per gli auguri»

Il sindaco-medico avverte i teatini: «Insieme a baci e strette di mano rischiano di trasmettere il virus» Aumentano i casi, in pochi giorni settanta nuovi contagi: «Sono la metà di tutto il mese di novembre»
CHIETI . «I baci, gli abbracci, le strette di mano, sono il principale veicolo di trasmissione del virus. Cerchiamo di evitarli». L’invito arriva dal medico e sindaco di Chieti, Diego Ferrara, a pochi giorni dal Natale e in un momento in cui la città torna a far registrare un’impennata di contagi da Covid-19. «Negli ultimi giorni e fino a ieri (martedì per chi legge, ndr) abbiamo avuto 70 positivi, che rappresentano la metà dei contagi di tutto il mese di novembre. Purtroppo l’attuale quadro non è ottimale», afferma il primo cittadino.
Proprio per questo motivo Ferrara predica prudenza. Nei giorni scorsi ha firmato l’ordinanza che prevede l’uso delle mascherine anche all’esterno durante le festività natalizie, nel corso delle quali la città sarà sicuramente più movimentata. Ora, per di più, invita la popolazione a limitare i contatti: «Non voglio fare il “guastafeste”, come amministrazione siamo i primi ad aver sponsorizzato iniziative di Natale, ma torno a sottolineare l’importanza dell’uso della mascherina. Molti continuano a non comprendere l’importanza di questo dispositivo, che rappresenta un baluardo per difendersi quando ad esempio ci si trova su strade affollate». Quindi l’invito: «Bisogna cercare di mantenere le giuste distanze, anche nelle feste familiari, e provare ad evitare atteggiamenti affettuosi come baci e abbracci». Il sindaco-medico fa l’esempio della semplice influenza, per cui molto spesso i picchi di contagio si registrano nel periodo post-natalizio: «Non è casuale», spiega, «avviene perché ci sono maggiori contatti con amici e familiari. Vale lo stesso per il Covid: per cui invito le persone, oltre a indossare la mascherina, anche a limitare baci, abbracci e strette di mano perché favoriscono la trasmissione del virus».
L’arma principale per sconfiggere la pandemia resta la vaccinazione, che al Pala Colle dell’Ara prosegue a ritmi serrati, nonostante non manchino dei disagi segnalati dall’utenza.
«I cittadini devono avere pazienza», afferma il sindaco. «Il servizio ci viene garantito da volontari. È vero che a volte le attese sono lunghe davanti alla struttura, ma tutti stanno lavorando al massimo. Gli operatori sono allo stremo delle forze, tanto che ho richiesto anche altro personale alla protezione civile regionale». Nell’impianto sono sei le linee vaccinali aperte. «Le persone impiegate per la protezione civile sono 5 per turno», conclude Ferrara, «poi ci sono 5 amministrativi, 6 medici e altrettanti infermieri. Più di questo è impossibile fare».
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