Covid, i ricoveri sono in aumento «Ma per ora non c’è emergenza»

1 Dicembre 2021

Cipollone, direttore della Clinica medica del Santissima Annunziata: pronti a fronteggiare il picco Il 34% dei nuovi positivi ha un’età compresa tra 31 e 50 anni, gli over 70 sono tra i meno contagiati

CHIETI. Negli ospedali Santissima Annunziata di Chieti e al San Pio di Vasto, i due presidi con reparti Covid, la situazione è ancora sotto controllo. I contagi tornano a crescere e così pure i ricoveri, ma su questo fronte la corsa è più lieve e graduale che non sul piano dei nuovi positivi. La situazione non desta allarme, ma tutti gli esperti sono al lavoro per capire come affrontare il prossimo futuro. «Stiamo ragionando a livello di ipotesi e di previsioni», dice Francesco Cipollone, direttore della Clinica medica del Santissima Annunziata e referente della medicina Covid per l’intera Asl. «Stiamo assistendo certamente a un aumento dei ricoveri, ma al momento non siamo in condizioni di difficoltà. Per ora registriamo solo un lieve, anche se progressivo, aumento dell’occupazione dei posti letto. Il nuovo reparto Covid subintensivo dell’ospedale di Chieti è infatti ancora interamente libero e questo ci dà un ampio margine di manovra nel momento in cui dovessero aumentare i ricoveri».
All’ospedale di Chieti il reparto Covid per eccellenza è quello di Malattie infettive, diretto da Jacopo Vecchiet. Nella giornata di ieri tutti i 19 posti letto del reparto erano occupati. A Vasto, invece, i ricoveri Covid hanno fatto segnare quota 11 su 14 posti a disposizione. Restano, invece, ancora vuoti i 12 posti del reparto subintensivo appena realizzato al quinto livello del corpo L dell’ospedale teatino. «Anche le terapie intensive non sono in sofferenza», aggiunge Cipollone, «d’altronde i segnali di questa quarta ondata sono più carichi per quanto riguarda la degenza subintensiva che non in quella intensiva. Questa tendenza si spiega con il fatto che la maggior fetta di non vaccinati è quella dei più giovani, che reagiscono meglio al virus, e che i vaccinati che contraggono il Covid sviluppano una forma più lieve di malattia». Il professore tiene continuamente d’occhio le stime sui contagi dell’Istituto superiore di Sanità: «Per Natale si prevedono molti contagi», dice, «si deve capire, inoltre, se ci sarà un nuovo scenario con la nuova variante Omicron, che pare abbia grande contagiosità, sebbene non una maggiore gravità dal punto di vista clinico. Guardiamo con attenzione alle proiezioni degli esperti e continuiamo a ragionare basandoci sull’ipotesi peggiore. Questo sinora è stata la nostra forza e continueremo a fare così nel disegnare i prossimi scenari d’intervento. Se dovesse essere necessario, penseremo a convertire qualche reparto non Covid in un reparto Covid. C’è Pneumologia oppure uno dei reparti di Medicina, comunque se si farà un discorso di questo tipo, sicuramente resterà circoscritto all’area medica. Per il momento, avendo un intero reparto Covid ancora vuoto, siamo ancora tranquilli».
I dati sulla circolazione del virus in provincia, aggiornati a domenica scorsa, hanno registrato un numero totale di casi attivi pari a 763, di cui 31 ricoverati in ospedale. Il 34% dei positivi ha un età tra i 31 e i 50 anni, il 32% tra lo zero e i 18 anni. Quella degli over 70 risulta essere la fascia meno contagiata. Per quanto riguarda i più giovani, nell’ultima settimana sono stati identificati 130 casi scolastici, distinti in 124 alunni, 6 docenti e 1 bidello. Tra questi, 2 docenti e 14 degli alunni erano vaccinati con ciclo completo.