Covid, i ricoveri sono in discesa: ora riapre la Chirurgia toracica

12 Aprile 2021

CHIETI. Calano i contagi e l’ospedale teatino prova a tornare alla normalità. Dopo i 12 posti letto della Clinica medica tornati a disposizione dei pazienti che non hanno contratto il Covid, anche il...

CHIETI. Calano i contagi e l’ospedale teatino prova a tornare alla normalità. Dopo i 12 posti letto della Clinica medica tornati a disposizione dei pazienti che non hanno contratto il Covid, anche il reparto di Chirurgia toracica torna a ospitare pazienti non infettati dal virus. L’emergenza dovuta alla terza ondata Covid sembra passata: i numeri non sono più quelli di febbraio e marzo, quando i reparti ospedalieri erano in forte sofferenza e i pazienti venivano trasferiti in altre strutture. La pressione è scesa, ma la sanità teatina resta all’erta, anche perché deve ancora valutare l’effetto del periodo pasquale e della riapertura delle scuole sulla diffusione del virus.
REPARTI COVID Per questo motivo l’area Covid del Santissima Annunziata conta ancora molti reparti. A cominciare da quelli che sin dall’inizio sono stati in prima fila nella lotta al virus, il reparto di Malattie infettive diretto da Jacopo Vecchiet e quello di Pneumologia diretto da Stefano Marinari. Poi ci sono gli altri reparti Covid di Medicina: dalla Clinica medica diretta da Francesco Cipollone, che è anche il responsabile di tutta la medicina Covid della Asl, alla Medicina 2 diretta da Ettore Porreca, alla Clinica geriatrica diretta da Maria Adele Giamberardino. E c’è infine il reparto di Rianimazione e terapia intensiva diretto da Salvatore Maggiore.
REPARTI NO-COVID Il resto dell’ospedale è destinato ai pazienti che non hanno contratto il coronavirus. In quest’area da questa settimana è rientrata anche la Chirurgia toracica diretta da Felice Mucilli, l’ultimo ad essere stato trasformato in reparto Covid a inizio marzo per far fronte alla recrudescenza del virus. Ora i 16 posti letto di Chirurgia toracica sono già stati sanificati e riconsegnati all’area no-Covid. La stessa cosa è successa per i 12 posti letto della Clinica medica di Cipollone, che sono tornati “bianchi”, termine che in gergo ospedaliero significa non Covid. I 12 posti letto si trovano all’undicesimo livello corpo A, mentre il reparto di Cipollone ha ancora 15 posti letto Covid all’ottavo livello corpo D, che attualmente sono vuoti non essendoci necessità in corso. All’undicesimo livello del corpo A c’è invece un’altra ala del reparto di Cipollone destinata ai pazienti che non hanno contratto il virus con 30 letti. Accanto a questa ala, all’undicesimo livello corpo B, c’è invece un’altra parte della Clinica medica destinata all’area grigia, a quei pazienti, cioè, per i quali non si è riusciti a stabilire con certezza se sono stati contagiati.
PARLA IL PRIMARIO «L’ultimo test lo avremo quando non ci sarà più necessità di ricoverare pazienti Covid anche dai privati», dice Cipollone. «Al momento i segnali sono positivi, anche se è ancora troppo presto per valutare le ricadute del periodo pasquale. È da valutare anche l’effetto della riapertura delle scuole ma, se da un lato un po’ ci impensierisce perché abbiamo visto come la variante inglese circoli molto tra i ragazzi, dall’altro siamo confortati dal fatto che la campagna vaccinale va avanti». Il primario raccomanda la vaccinazione e sul caso Astrazeneca e il rischio di trombosi, Cipollone sottolinea come ci siano «rischi di trombosi molto più alti di quelli, rarissimi, collegati al vaccino». Ad esempio, «basta fare un lungo viaggio in aereo senza alzarsi».