Covid, impennata di ricoveri: ora i reparti tornano a riempirsi

Nel giro di una settimana occupati quasi tutti i posti letto di Malattie infettive e di Rianimazione E anche il sindaco Ferrara lancia un appello: massima prudenza e adesione alla campagna vaccinale
CHIETI. Impennata di ricoveri Covid negli ospedali della provincia teatina. È bastata una settimana per far tornare a riempire il reparto di Malattie infettive e la rianimazione Covid al Santissima Annunziata di Chieti. «Non è ancora allarme», spiega il direttore della Clinica medica Francesco Cipollone, l’uomo che ha gestito la medicina Covid alla Asl di Chieti per l’intero periodo d’emergenza, «perché c’è ancora il reparto di subintensiva Covid che è tutto vuoto. Ma, certo, la novità è che nel giro di una settimana abbiamo avuto un’impennata di ricoveri. Al momento non pensiamo di convertire reparti per cercare nuovi posti Covid, ma monitoriamo i ricoveri con grande attenzione».
Massima vigilanza, dunque, a quanto succede nei prossimi giorni. Al momento i pazienti Covid vengono ricoverati solo nei due ospedali di Chieti e Vasto. A Chieti i pazienti che hanno contratto il virus sono assistiti principalmente nel reparto cuore della lotta alla pandemia, Malattie infettive, diretto da Jacopo Vecchiet. Dei 18 posti letto del reparto, 15 sono già occupati da pazienti Covid. Dei 3 posti letto di Rianimazione Covid, 2 sono invece quelli occupati.
A Vasto, dei 14 posti letto Covid, 9 risultano occupati. Contato il fatto che ci sono tanti posti ancora da poter occupare (a cominciare dal nuovo reparto di subintensiva Covid con 12 posti letto appena realizzati al quinto livello, corpo L, del Santissima Annunziata), si capisce che l’occupazione dei posti letto non ha ancora raggiunto i livelli di guardia. Ma quello che desta preoccupazione è il fatto che la situazione è radicalmente cambiata nel giro di una settimana. «Fino alla scorsa settimana», spiega Vecchiet, «avevo una media di pazienti Covid in reparto di circa 5 ricoverati, in sette giorni sono diventati 15. Insomma, siamo sul “chi va là”. Ora dobbiamo capire se questa media molto più alta di ricoveri sia dovuta a una recrudescenza del virus sul territorio o, magari, a casi di focolai familiari che fanno sì che ci siano diversi ricoverati tutti di una stessa famiglia. In ospedale ci sono comunque ancora molti posti letto per i pazienti che hanno contratto il virus. Ricoveriamo soprattutto anziani con diverse fragilità ma anche pazienti più giovani non vaccinati. L’80% dei ricoverati non è vaccinato. È importante sottolineare che per molti è arrivato il momento della terza dose, cosa che non significa affatto che il vaccino non funziona, ma solo che bisogna proseguire il percorso di immunizzazione. Ed è anche importante ricordare che bisogna comunque continuare a rispettare tutte le regole anti-contagio».
L’accelerazione dei contagi non è sfuggita al sindaco-medico Diego Ferrara che ha ritenuto di dover fare un video-appello alla cittadinanza in cui ha chiesto «massima prudenza e adesione alla campagna vaccinale». Ferrara riferisce che in tutta la provincia, nel corso della settimana appena passata, ci sono stati «349 nuovi casi, di cui 324 vengono curati a domicilio. Il 31% riguarda la popolazione tra zero e 18 anni, il 37% quella tra i 31 e i 50 anni. La situazione dei contagi in città è ancora contenuta, con 41 casi nella scorsa settimana».
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