Covid, l’impegno delle presidi: «Lezioni in classe da difendere»

11 Gennaio 2022

Ieri il rientro degli studenti dopo le feste: molti giovani, prof e personale restano a casa con il virus  Le dirigenti degli istituti: «La didattica in presenza rimane una priorità, ma la situazione è difficile»

CHIETI . Dopo le vacanze natalizie culminate con la campagna di screening, ieri mattina per gli studenti teatini è suonata la prima campanella del 2022. Ma non tutti sono riusciti a rientrare in classe. Sono molti i giovani in quarantena a causa del Covid, così come ci sono docenti e operatori dei vari istituti costretti a restare a casa per via del contagio. Una situazione non facile, a cui i dirigenti scolastici hanno lavorato per tutto il periodo natalizio. L’obiettivo primario è mantenere le scuole un luogo sicuro, dove poter continuare a svolgere la didattica in presenza.
«Nelle classi abbiamo un alto numero di studenti positivi o in quarantena. È in Dad circa il 10 per cento degli iscritti del Masci», dice la preside dello stesso liceo scientifico, Sara Solipaca che è anche reggente del Galiani-De Sterlich, neppure questo risparmiato dai casi. «Noi vogliamo fare lezioni in presenza, ma riteniamo debbano essere di qualità. Forse in questo momento una pausa ci avrebbe aiutato. Uno slittamento del ritorno in classe avrebbe permesso ad un maggior numero di ragazzi di vaccinarsi. Tengo a precisare che la scuola in presenza è insostituibile, però stiamo vivendo una situazione diventata ordinaria in piena pandemia. Ad esempio», aggiunge, «avremo docenti che dovranno assentarsi per la somministrazione della terza dose di vaccino. Proprio i nostri insegnanti continuano a lavorare senza sosta».
Altre conferme arrivano dalla professoressa Grazia Angeloni, dirigente del comprensivo 1 che conta 12 plessi scolastici, 996 alunni, 155 docenti ed una trentina di dipendenti tra il personale Ata. «Ci sono casi acclarati di quarantena tra insegnanti e studenti», dice, «pertanto ci sono classi piuttosto decimate. Alla situazione Covid bisogna poi aggiungere chi è allettato per l’influenza. Pertanto l’attività didattica è ripresa in modalità mista. Quella a distanza? In questo momento il mio pensiero è conforme a quanto ritenuto opportuno dal ministero», evidenzia, «ci adattiamo alle disposizioni».
La preside dell’istituto industriale “Luigi di Savoia” e del professionale “Pomilio”, Anna Maria Giusti, parla invece di «una situazione abbastanza nella norma». Evidenzia che tra gli istituti da lei diretti si presenta qualche caso in più al Di Savoia, dovuto anche al maggior numero di iscritti (1.600 rispetto ai 380 del Pomilio), ma «in generale pensavo che i contagi potessero essere di più. La didattica in presenza è da preferire e per ora ci sono le condizioni per andare avanti. Non c’è una situazione di emergenza poi, se le condizioni dovessero cambiare, si adotteranno le misure adeguate alle circostanze». Infine Paola Di Renzo, rettore del convitto nazionale Vico di Chieti e dirigente scolastico della scuola primaria, secondaria di primo grado, liceo classico e artistico annessi al convitto nazionale. «Ci siamo preparati tanto durante il periodo natalizio per questo ritorno a scuola, abbiamo anche spinto i ragazzi ad aderire agli screening organizzati». Fino a ieri erano 37 i positivi tra gli studenti del classico, 7 all’artistico, 12 alla scuola media e 9 alla primaria. Tra docenti ed educatori, invece, di contagi se ne contano complessivamente 21. «Non abbiamo problemi nell’attivazione della didattica a distanza, le maggiori problematiche riguardano la semi-paralisi degli uffici perché ci sono assistenti amministrativi e collaboratori scolastici positivi in un periodo che tra l’altro è di grande lavoro». Quindi conclude: «La scuola è ormai diventata pluriforme pur di garantire il diritto all’istruzione degli alunni».
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