Covid, la Asl ancora non paga gli straordinari

Protestano Nursing Up e Pace: «Zero centesimi in busta paga nonostante il comunicato aziendale»
LANCIANO. Sono centinaia di infermieri, hanno svolto vaccini e tamponi con doppi turni di lavoro e sacrifici e non ancora ricevono i soldi promessi dalla Asl per quanto svolto. A denunciare la situazione e la rabbia del personale sanitario dell’azienda di Lanciano Vasto Chieti sono Patrizia Bianchi, referente regionale del Nursing Up e Vincenzo Pace, segretario provinciale Nursind. «Adesso il vaso è proprio colmo», sbottano i sindacalisti, «dopo che la stessa azienda ha diramato un comunicato nel quale informava i propri dipendenti che sulla mensilità di settembre avrebbe corrisposto le indennità economiche riguardanti le prestazioni aggiuntive svolte dal personale sanitario nella campagna di vaccinazione al Covid, si scopre che non ha invece versato un solo centesimo. Ancora una volta si scopre la totale inadeguatezza gestionale di questa azienda».
E i sindacati sottolineano che oltre al danno, per il mancato pagamento, c’è stata anche la beffa perché su quei soldi ormai il personale contava. «Vogliamo ricordare», riprendono Bianchi e Pace, «che queste attività sono frutto di grandi sacrifici perché svolti in doppio turno di lavoro e con grande dispendio di energie; attività peraltro svolta nel corso del primo semestre 2021, e quindi si attendono soldi che arrivano già con diversi mesi di ritardo. E non solo. Sono ancora in sospeso le indennità per le attività, sempre svolte oltre il proprio orario di lavoro in corsia, per l’espletamento dei tamponi svolte nella fase più critica dell’autunno scorso 2020 nel pieno della seconda ondata».
Personale senza soldi e ridotto all’osso. «È ancora più grave la lentezza manifestata nelle assunzioni di personale», denunciano i sindacalisti, «che è diventato sempre più carente a fronte dei tanti pensionamenti e di personale precario che ha scelto di abbandonare questa azienda verso altre Asl la cui gestione e credito verso il personale decisamente migliore. Per quanto si stiano assumendo operatori socio sanitari (Oss), mancano all’appello un cospicuo numero di infermieri, c’è una graduatoria di tecnici sanitari di radiologia che non viene utilizzata e, in particolare all'ospedale Renzetti di Lanciano, mancano primari e i coordinatori infermieristici devono sobbarcarsi più servizi per mandare avanti il lavoro».
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